Gli ex Testimoni di Geova sono sempre arrabbiati?

Traduzione del video del fondatore di JWSurvey 

Ciao. Oggi vorrei parlarvi un po’ sulla rabbia, sul pregiudizio che, lasciando i Testimoni di Geova, diventerai un arrabbiato, odioso apostata vendicativo, pronto a fare del male ai suoi ex fratelli e incline a mentire ma, soprattutto, molto arrabbiato.

Ho già parlato della mia opinione sulla parola “apostata”. So che ci sono molti ex Testimoni a cui non piace essere chiamati “apostati”. Dicono “Beh, io non sono un apostata, quella parola non si applica a me” e posso capire perché lo dicono, perché c’è un enorme stigma che circonda la parola “apostata”.

Personalmente non ho problemi ad usare questa parola perché, secondo il dizionario, la definizione di apostata è semplicemente “qualcuno che ha lasciato la propria religione”. Quindi è accurato, secondo il dizionario, nel mio caso, dire che sono un apostata dei Testimoni di Geova. Io ho lasciato i Testimoni di Geova. Questa parola non dice nulla sul fatto che io sia una persona cattiva. Se ci sono elementi abusanti di quella religione o se è fuorviante o corrotta in qualsiasi modo, ecco che, lasciandola e diventando un apostata di quel gruppo, sto anzi facendo qualcosa di nobile, qualcosa di onorevole. Quindi, non c’è nessuna vergogna nell’essere un apostata.

A parte questo, volevo parlare sull’impatto emotivo nel lasciare i Testimoni di Geova. La Watchtower dà questo stereotipo, di nuovo, di persone arrabbiate, vendicative e sgradevoli e ciò che è interessante è che, almeno in parte, è vero che c’è rabbia tra gli ex Testimoni, ma oserei direi che è una rabbia giustificata. Posso anche andare oltre dicendo che, SI,  io sono arrabbiato!

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14 versi biblici che contraddicono l’ostracismo praticato dai Testimoni di Geova

Screen-Shot-2018-08-24-at-20.22.27-300x300.pngI Testimoni di Geova vengono generalmente considerati persone amichevoli, educate e rispettose della legge. Per un “esterno” è difficile immaginare un Testimone di Geova rude, offensivo o crudele.

Sebbene i Testimoni abbiano qualità per lo più ammirevoli come singoli individui, la leadership della religione sta attualmente affrontando un sempre più intenso scrutinio per alcune delle sue pratiche più inquietanti, specialmente quella dell’ostracismo verso gli ex membri.

Quando chiedi ad un Testimone di Geova informazioni sul trattamento che la sua religione riserva agli ex membri (disassociati o dissociati), ti verrà in genere data una risposta simile a questa: “Facciamo questo come atto di disciplina amorevole in obbedienza ad un comando di Dio“.

Quelli che ricevono tale trattamento risponderanno a ciò sottolineando che l’ostracismo al punto di non parlare con qualcuno è tutto fuorchè un’azione “amorevole” e questo tipo di comportamento ha spinto alcuni alla depressione e addirittura al suicidio.

Ma che dire del fatto che l’ostracismo sia “un comando di Dio?”

Quando si consultano le Scritture si scopre che la giustificazione biblica che la Watchtower usa per la sua politica dell’ostracismo è alquanto scarsa. In effetti, in questo articolo analizzerò 14 passi biblici che mettono in dubbio o contraddicono categoricamente questa controversa regola.

Prima di elencare questi versetti, forse sarebbe utile passare in rassegna i versetti biblici comunemente utilizzati a sostegno dell’ostracismo, insieme ai motivi fondamentali per cui ritengo che questi siano applicati in modo scorretto.

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Potresti essere suscettibile al “lavaggio del cervello”?

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“Lavaggio del cervello” è un’espressione usata, di solito, per descrivere una situazione nella quale un individuo, o un gruppo, usa tecniche coercitive per controllare un’altra persona. Gli studiosi sono divisi su ciò che potrebbe rendere alcune persone più sensibili al “controllo mentale” rispetto ad altre.

Per ulteriori informazioni sul caso Patty Hearst, vedi “The Radical Story of Patty Hearst” 

(CNN)Steven Hassan era un studente universitario, a metà degli anni ’70, quando fu reclutato nella Chiesa dell’Unificazione, una setta nota anche come “Moonies”. Hassan ha detto di essersi presto convinto che l’Armageddon e la Terza Guerra Mondiale fossero imminenti. I Moonies, credeva, avevano la speciale missione di salvare il mondo.

Ci sono volute solo poche settimane per convincermi che il Messia era sulla Terra, anche se sono ebreo“, ha detto Hassan, autore di “Combating Cult Mind Control“.

Solo quando fui disposto a parlare con degli ex-Moonies, anche se con riluttanza, iniziai ad uscire fuori dalla setta, lasciandola dopo 2 anni e mezzo.

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DIO: Una storia umana

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by Reza Aslan

Quando ero bambino, pensavo che Dio fosse un grande e potente vecchio che viveva in cielo, una versione più grande e più forte di mio padre, ma con poteri magici. Lo immaginavo bello e brizzolato, i suoi lunghi capelli grigi avvolti sulle sue larghe spalle. Sedeva su un trono avvolto dalle nuvole. Quando parlava, la sua voce tuonava dal cielo, specialmente quando era arrabbiato. Ed era spesso arrabbiato. Ma era anche affettuoso e amorevole, misericordioso e gentile. Rideva quando era felice e piangeva quando era triste.

Non sono sicuro da dove venisse questa immagine di Dio. Potrei averla vista da qualche parte, dipinta su una vetrata o stampata in un libro. Potrebbe essere che sono nato con essa. Gli studi hanno dimostrato che i bambini piccoli, non importa da dove provengano o quanto siano religiosi, hanno difficoltà a distinguere tra esseri umani e Dio in termini di azioni o propositi. Quando viene chiesto loro di immaginare Dio, descrivono invariabilmente un essere umano con abilità sovrannaturali.

Crescendo, ho abbandonato la maggior parte delle mie concezioni infantili. Eppure quell’immagine di Dio è rimasta. Non sono cresciuto in una famiglia particolarmente religiosa, ma sono sempre stato affascinato dalla religione e dalla spiritualità. La mia testa era piena di teorie semi-formate su ciò che fosse Dio, da dove provenisse e da come sembrasse (curiosamente, assomigliava ancora a mio padre). Non volevo semplicemente sapere qualcosa su Dio; volevo sperimentare Dio, sentire la sua presenza nella mia vita. Eppure, quando provavo a farlo, non potevo fare a meno di immaginare che si aprisse un grande abisso, con Dio da un lato e io dall’altro, e nessun modo per uno di noi di attraversarlo.

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Come si riconosce una setta?

question.jpgMolti affermano che la parola “culto” o “setta” sia un’espressione dispregiativa utilizzata per discriminare i “nuovi movimenti religiosi”.

Tuttavia, sarebbe ingenuo ignorare il significato storico e le applicazioni moderne della parola culto o setta.

Al giorno d’oggi, molti gruppi controversi che sono stati definiti culti o sette cercano di eliminare tale termine o ignorarlo.

Alcuni accademici con stretti legami a tali gruppi sono diventati niente più che apologeti, etichettando la parola “culto” come una “parola di quattro lettere”.

Tali apologeti preferiscono spesso il presumibilmente politicamente corretto termine “nuovo movimento religioso” (NRM).

Ma, storicamente, le sette sono sempre esistite e continuano ad essere parte del mondo di oggi.

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I Testimoni di Geova aggiornano le politiche sulla gestione dei casi di pedofilia

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In una lettera del 1° settembre 2017, il Corpo direttivo dei Testimoni di Geova ha approvato il rilascio di una nuova Lettera agli Anziani negli Stati Uniti, Australia, U.K, Ghana e in tutto il mondo.

Questa lettera intende rivedere e chiarire i termini e le procedure utilizzati da tutti gli Anziani quando affrontano un’accusa di abuso sessuale su minori. È una revisione della Lettera agli Anziani del 1° agosto 2016, che era, a sua volta, una revisione della Lettera agli Anziani del 1° ottobre 2012.

(clicca qui per un articolo del 4 agosto 2016 ed il confronto tra le lettere 2016 e 2012)

L’ultima direttiva non è in alcun modo circoscritta ad una sola nazione, ma è una risposta globale alla crescente pubblicità e alle cause civili che vengono depositate negli Stati Uniti, Canada, U.K e altrove.

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