La Watchtower considera letterale il racconto della Genesi di un diluvio globale che coprì le montagne più alte della terra. Questo articolo discute una serie di evidenze sulla possibilità che un’inondazione globale sia avvenuta 4.400 anni fa.

Questo articolo si concentra specificamente sulla versione della Watchtower del Diluvio Universale. Il diluvio di Noè è un racconto dei capitoli da sei a nove della Genesi. La Watchtower calcola che tale inondazione sia sia verificata nel 2370-2369 B.Cthe-deluge-gustave-dore.E. (W09 7/1 p.13), circa 4.400 anni fa. Dopo 40 giorni di pioggia costante, l’intero pianeta fu inondato, coprendo anche le cime delle montagne più alte della terra. Dopo diversi mesi, Dio causò l’abbassamento delle acque e l’arca rimase sulle “montagne dell’Ararat”, in Turchia. Quasi tutta la vita sulla terra morì annegata, con solo otto umani sopravvissuti, insieme al piccolo assortimento di animali che poterono entrare nell’arca. Dopo esattamente un anno, Noè e gli animali lasciarono l’arca, avendo constatato la ricrescita di qualche vegetazione. Anche se le argomentazioni presentate a favore del diluvio sono tratte da pubblicazioni dei Testimoni di Geova, ben poche di queste sono state concepite dagli scrittori della Watchtower, ma sono state prese pesantemente in prestito da fonti cristiane fondamentaliste.

Di seguito sono riportate le aree chiave da considerare per decidere se un allagamento globale sia stato possibile, presentate da un punto di vista laico. Le note a piè di pagina indirizzano a fonti che forniscono le ricerche dettagliate dietro ogni argomento.

Marsupiali e diversificazione animale

I marsupiali australiani forniscono una visuale umoristica per concettualizzare il problema di un alluvione globale. La storia dell’arca richiede che una coppia di coniugi koala abbia in qualche modo fatto strada dall’Australia fino all’arca in Medio Oriente. Il koala si trovava in Australia già prima del diluvio, dato che esistono fossili di koala e di koala gigante che risalgono a 50.000 anni fa, al periodo Pleistocene. Il koala ha una dieta rigorosa di foglie di eucalipto, che sono tossiche per la maggior parte degli altri animali. Questo significa, quindi, che questi coniugi koala abbiano portato con se con una quantità sufficiente di foglie di eucalipto per il viaggio e per l’anno di cattività sull’arca. Dopo il diluvio, la coppia koala ha fatto ritorno in Australia, con la restante scorta di vecchie foglie di eucalipto. Lungo la strada, i koala non hanno lasciato prole dietro di se e hanno compiuto la notevole impresa di attraversare diverse centinaia di chilometri di acqua tra l’Indonesia e la cima dell’Australia.

I koala non erano i soli a dover affrontare questa avventura, poichè anche per altre centinaia di specie sarebbe stato necessario compiere questo meraviglioso viaggio in mare. I marsupiali vivono prevalentemente nell’emisfero meridionale. I koala e i canguri si trovano solo in Australia e il Diavolo della Tasmania esiste solo sulla piccola isola della Tasmania, nella parte meridionale dell’Australia.

La Watchtower afferma che esisteva un ponte di terra che i marsupiali poterono attraversare.

Per alcuni la presenza di animali in isole come l’Australia e la Nuova Zelanda è un’indicazione che non tutti gli animali terrestri fuori dell’arca perirono nel Diluvio. Tuttavia in base alle scoperte di alcuni oceanografi c’è motivo di ritenere che un tempo alcune dorsali di terraferma collegassero tratti di terra ora isolati. Per esempio gli studi oceanografici indicano che la dorsale medio-atlantica poteva affiorare per tutta la larghezza di quell’oceano. Forse esistevano anche altre dorsali, che possono essere state percorse dagli animali nelle loro migrazioni prima che sprofondassero sotto la superficie dell’oceano. Altri studi oceanografici hanno portato alla conclusione che un tempo esisteva un immenso continente nel Pacifico meridionale che comprendeva l’Australia e molte isole del Pacifico. Se le cose stavano così gli animali non avrebbero avuto nessuna difficoltà a raggiungere questi paesi.Perspicacia vol.1

La Watchtower qui sta abusando delle prove dei ponti terrestri, poiché gli studi oceanografici mostrano che la separazione dei continenti avviene nella misura di un centimetro all’anno, non di centinaia di metri, come sarebbe stato necessario perchè l’Australia si separasse dagli altri continenti solo 4.000 anni fa. Ironia della sorte, in un articolo che critica i Young Earth Creationists, la Watchtower contraddice la propria teoria della dispersione nel diluvio.

I loro insegnamenti [creazionisti], che la terra e anche l’universo abbiano meno di 10.000 anni, contraddicono tutti i risultati della scienza moderna. Sono così lontani dalla realtà che stupiscono gli scienziati. I geologi possono misurare processi geologici che si estendono ben al di là di una stretta cornice temporale. I sedimenti oceanici si sono accumulati in ben oltre 10.000 anni. Il tempo necessario a formare o abbassare montagne è misurato in milioni di anni. Perchè i continenti si separino e si formino gli oceani occorrono centinaia di milioni di anni. Dire che tutto questo risale solo a 10.000 anni fa è semplicemente assurdo agli occhi dei geologi. – Svegliatevi! 1983 8 mar. 14

Tenete a mente questa citazione, poiché sconfessa diversi argomenti che la Watchtower usa per dimostrare il diluvio, e verrà discussa in seguito.

La distribuzione e la diversità delle specie portano innumerevoli problemi alla realtà di un allagamento globale. Non sono solo i marsupiali australiani, ma anche altri gruppi di forme di vita animale in tutto il mondo che continuano a sollevare questo problema. Oltre il 90% della fauna selvatica in Madagascar, un’isola nell’oceano indiano, non si trova in nessun altro luogo della terra, come le sue 100 specie di lemuri e l’80 per cento delle sue 14.883 specie vegetali, tra cui 5 famiglie vegetali uniche.

Socotra, una piccola isola a 240 chilometri dall’Africa nell’Oceano Indiano, contiene numerosi rettili e uccelli endemici dell’isola. Inoltre, un terzo della sua vita vegetale, oltre 700 specie, è unico, tra cui Dracena Cinnabari, l’albero di sangue del drago.

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Se non dovessimo prendere in considerazione un intervento divino e un miracoloso teletrasporto, come avrebbero fatto gli animali a viaggiare fino a queste isole e cosa avrebbero mangiato lungo la strada, quando hanno diete altamente specializzate e specifiche esigenze climatiche? Perché quelle piante endemiche non si trovano altrove? Questi problemi sono aggravati dal numero limitato di specie che potevano essere portate sull’arca, come discuteremo più avanti. L’unico modo per tener conto di tutto ciò è quello di credere in una rapida evoluzione di piccoli campioni di specie su queste isole, un concetto a cui gli apologeti del diluvio universale solitamente sono molto legati ma considerato impossibile dagli scienziati.

Dov’è l’acqua?

L’acqua necessaria per un allagamento globale presenta problemi importanti. Attualmente non è disponibile un sufficiente volume di acqua per coprire il Monte Everest e ciò solleva le questioni: da dove sia venuta tutta quell’acqua e dove sia finita.

Un coltre atmosferica non poteva contenere abbastanza acqua per coprire le montagne. Il volume totale di acqua attualmente nell’atmosfera, comprese tutte le nuvole a livello mondiale, è sufficiente per aumentare i livelli d’acqua solo di 2,5 centimetri.

Una stima del volume d’acqua nell’atmosfera in qualsiasi momento è di circa 3.100 chilometri cubici (mi3) o 12.900 chilometri cubici (km3). Potrebbe sembrare un volume enorme, ma è solo circa lo 0,001 per cento dell’acqua totale della Terra, il cui volume è di circa 332.500.000 mi3 (1.385.000.000 km3), come mostrato nella tabella seguente: se tutta l’acqua nell’atmosfera scorresse subito, coprirebbe il globo solo ad una profondità di 2,5 centimetri, circa 1 pollice.  – Http://ga.water.usgs.gov/edu/watercycleatmosphere.html 2 gen 2013

Si calcola che la quantità massima assoluta di acqua che possa fisicamente essere sospesa nell’atmosfera potrebbe aumentare i livelli del mare solo dello 0,5 di un metro [1].

Inoltre, se l’intero globo fosse stato coperto da un tetto di nuvole prima del diluvio, avrebbe causato un intollerabile effetto serra, aumentando la pressione dell’aria e bloccando la luce del sole. L’effetto termodinamico necessario a condensare quell’acqua atmosferica in pioggia avrebbe rilasciato 2,26 milioni di joule di calore per ogni chilogrammo di acqua, che avrebbe aumentato le temperature nell’aria e negli oceani ben al di sopra del punto di ebollizione [2]. Le nuvole non avrebbero potuto fornire l’acqua necessaria per inondare la terra fin sopra montagne alte migliaia di metri.

Alcuni apologeti suggeriscono l’idea di una fonte d’acqua sotterranea. Questo si basa su Genesi 8:2 che menziona entrambe le “sorgenti delle acque dell’abisso e le cateratte dei cieli“. Tuttavia, la roccia non galleggia e non sarebbe stato possibile che i continenti terrestri fossero sospesi sopra oceani contenenti miliardi di chilometri cubici di acqua. Si stima che se il volume d’acqua richiesto per coprire le montagne terrestri fosse stato intrappolato nella crosta terrestre, la porosità della crosta doveva essere almeno del 50%, mentre la porosità della crosta è inferiore all’1%, a causa del peso della roccia [3]. Il volume delle acque sotterranee è solo l’1,69% dell’acqua totale sulla terra. (ga.water.usgs.gov)

Se fosse stato possibile che tali volumi d’acqua fossero intrappolati sotto la crosta, la loro liberazione avrebbe causato cambiamenti catastrofici sulla superficie della terra. Questa teoria esaspera diversi punti che discuteremo più avanti, come la distruzione di tutte le precedenti tracce di civiltà, la terribile pressione che sarebbe stata esercitata sull’arca e come avrebbe contribuito ad una continua instabilità della superficie terrestre dopo che le acque fossero svanite.

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ga.water.usgs.gov contiene fatti interessanti riguardo al volume d’acqua del nostro pianeta, sorprendenti quando vengono presentati graficamente. La grande sfera blu è l’acqua totale sulla terra e la piccola sfera è l’acqua dolce totale, inclusi i tappi di ghiaccio e l’acqua sotterranea. La minuscola macchia blu è l’acqua dolce che si trova nei ruscelli e nei laghi. Le acque sotterranee rappresentano il 30% di tutte le acque dolci, insignificanti rispetto al volume di acqua di mare

Poiché, come accennato in precedenza, c’è una quantità d’acqua trascurabile nell’atmosfera, dove è finita tutta l’acqua dopo il diluvio? L’unico altro luogo possibile sono i ghiacciai, ma se tutto il ghiaccio si sciogliesse, i mari si solleverebbero solo di 70 metri (nsidc.org/cryosphere/glaciers 2 gennaio 2013), sicuramente un evento catastrofico per le città costiere e le isole, ma insignificante rispetto ai 8.848 metri di altezza del Monte Everest.

Per tentare di spiegare da dove proveniva l’acqua e dove sia andata, la Watchtower dipinge un quadro di una terra più piatta, con le catene montuose che sarebbero sorte dopo che la pioggia cessò.

Perché il Diluvio sia accaduto, i bacini del mare pre-Diluvio avrebbero dovuto essere più bassi e le montagne più basse di quelle che sono adesso. È possibile? Ebbene, un libro di testo dice: “Dove le montagne del mondo ora torreggiano ad altezze vertiginose, una volta c’erano oceani e pianure, milioni di anni fa, estesi in una piatta monotonia. I movimenti delle placche continentali causano che la terra si sollevi in altezze dove solo i più duri tra gli animali e le piante possono sopravvivere e, all’altro estremo, si immergono e si nascondono nello splendore sotto la superficie del mare”. Dal momento che le montagne e i bacini marini sorgono e scompaiono, è evidente che un tempo le montagne non erano alte come sono ora e i grandi bacini marini non erano così profondi. Cosa è accaduto alle acque dopo il Diluvio? Devono essere drenate nei bacini marini. Come? Gli scienziati credono che i continenti poggiano su enormi placche. Il movimento di queste placche può causare variazioni nel livello della superficie della terra. In alcuni luoghi, oggi, ci sono grandi abissi profondi più di sei miglia [oltre 10 km] fino ai limiti delle placche. È molto probabile che, forse a causa dello stesso diluvio, tali placche si siano mosse, il fondo del mare sia sprofondato e si siano aperte delle fosse, permettendo all’acqua di drenare via dalla terra. – La Bibbia – Parola di Dio o dell’uomo? [1989] pp.112-113

Questa imbarazzante esposizione pseudo-scientifica prende delle osservazioni scientifiche sullo spostamento delle placche continentali, che si verificano in milioni di anni, nel tentativo di giustificare come scientifico che le montagne della terra e il fondale marino si siano riorganizzati entro pochi anni dal diluvio. Viene detto che la terra era notevolmente più piatta prima del diluvio e che “c’era acqua più che sufficiente“.

Quindi, dopo che le acque del Diluvio erano cadute, ma prima che le montagne si alzassero e il letto del mare si abbassasse, e prima che si formassero ai poli le calotte glaciali, c’era acqua più che sufficiente per coprire “tutti gli alti monti”, come dice la testimonianza ispirataPerspicacia vol.1

Questo ragionamento è un tipico esempio di Paradosso del Comma 22. Perchè un diluvio globale possa aver avuto luogo, le montagne dovevano essere più basse, poiché non c’è abbastanza acqua sulla terra per coprire il Monte Everest, mentre se le montagne erano più basse di oggi, sarebbe stata necessaria meno acqua. Tuttavia, ciò significa che dopo il diluvio ci sarebbero state monumentali trasformazioni terrestri, con le montagne spinte in su dalle acque del diluvio. Le montagne, di solito, crescono a un tasso di soli alcuni millimetri all’anno, e anche in tale situazione il risultato di tale movimento può provocare dei terremoti. Per essere vero che le montagne siano cresciute di migliaia di metri in un così breve periodo, i terremoti che ne sarebbero seguiti avrebbero reso inabitabile la terra, portandola in un costante stato di movimento, violenti terremoti e attività vulcanica. Queste immense trasformazioni continentali avrebbero distrutto tutto quello che le acque avevano risparmiato, eliminando la maggior parte delle tracce archeologiche della vita antecedenti a 4.400 anni fa. Tuttavia né la Bibbia né la storia registrata discutono di tali sconvolgimenti nel periodo successivo al diluvio. I terremoti moderni sono quasi insignificanti rispetto a quanto sarebbe stato necessario per formare l’Everest dopo un diluvio accaduto appena 4.400 anni fa. Né questa spiegazione è coerente con la storia di Genesi, che dice che l’abbassamento dell’acqua fu dovuto all’evaporazione:

Genesi 8:1 Dio fece passare un vento sulla terra, e le acque si abbassavano.

Consideriamo anche i fiumi menzionati nella Genesi. Nella storia della creazione, collocata oltre 1.500 anni prima del diluvio, Genesi 2:14 afferma che un fiume usciva dal Giardino dell’Eden, si separava e diveniva il fiume Eufrate. 400 anni dopo l’inondazione, il fiume Eufrate esisteva ancora, menzionato in Genesi 15:18 in connessione con il patto di Geova con Abramo. Questo è lo stesso fiume che attraversa la città di Babilonia fino ad oggi. Un alluvione globale avrebbe rimosso qualsiasi traccia del fiume Eufbabylon-saddam-hussein-palace-euphratesrate.

Genesi 2:14 menziona anche l’Assiria come esistente prima del diluvio, un paese che ha continuato a mantenere un grande significato in tutto l’Antico Testamento. Se il diluvio avesse spostato le montagne e i continenti, i paesi e i punti di riferimento prima del diluvio non avrebbero avuto alcuna rilevanza e avrebbero cessato di esistere. Per l’Assiria continuare ad esistere, la grandezza dell’inondazione può essere stata solo di scala minore.

Piramidi, Egitto e Civiltà

Un diluvio di magnitudo tale da spostare le montagne e i continenti avrebbe distrutto tutte le strutture create dall’uomo e la maggior parte delle registrazioni storiche. Ciò significa che i reperti archeologici e i dettagli della storia umana dovrebbero risalire solo fino a 4.400 anni fa. Non è così. Non solo ci sono edifici e città che risalgono a più di 4.400 anni, ci sono documentazioni dettagliate che mostrano civiltà ininterrotte che vanno oltre i 5.000 anni.

La storia egiziana è ben documentata e sostenuta da grandi volumi di reperti archeologici. Esisteva una cultura documentata 1.000 anni prima della data stabilita per il diluvio, compresa prova della lingua, dei geroglifici e di una cultura egizia consolidata che non fu distrutta da un diluvio. Questa storia include dettagliate registrazioni delle linee dei faraoni egiziani fino a 5.000 anni fa, all’inizio della prima dinastia all’incirca nel 3.000 B.C. (Vedi Elenco dei faraoni) La piramide di Giza, come generalmente accettato, fu completata intorno al 2.560 aC, 200 anni prima del diluvio.

143 metri 2500 a.E.V. Piramide di Chefren, Giza (Egitto) – Svegliatevi! 22 Giugno 2002 p.18

Non solo non è stata distrutta dal diluvio, ma non mostra alcun segno di danni da acqua.

La pretesa degli apologeti che la datazione di Giza sia sbagliata non aiuta. Costruire la piramide di Giza, una struttura contenente quasi 6 milioni di tonnellate di pietra, ha richiesto una struttura di città e di governo di dimensioni significative. Sgiza-kheops-pyramide il diluvio avesse ridotto la popolazione a 3 coppie, sarebbero state necessarie molte generazioni perchè si formasse una popolazione delle dimensioni necessarie per costruire la piramide di Giza, collocando così la costruzione di Giza molti secoli dopo la data dimostrata. Gli apologeti non possono legittimamente mettere in dubbio queste date, poiché Mosè è accettato come scrittore della Genesi nel 1513 aC, solo 800 anni dopo il diluvio, e parla di molte culture fiorenti e concorrenti tra loro già esistenti, tra cui l’Egitto e i faraoni.

Non è solo la civiltà egizia che deve essere presa in considerazione. La civiltà inglese anticipa il diluvio globale, con la dendrocronologia che mostra che la Sweet Track, nei bassopiani di Somerset Levels, è stata costruita intorno al 3.800 aC e le datazioni al radiocarbonio mostrano che Stonehenge ha più di 4.000 anni. Questi monumenti non solo indicano che quella civiltà non è stata eliminata dal diluvio, ma che stava prosperando proprio in quel periodo.

La più grande civiltà antica era la Civiltà della Valle dell’Indo, in India, che risale al 3.300 aC. Sono state scoperte registrazioni storiche per la cultura sumera che risalgono al 2.900 aC. I Maya ritraggono la loro storia a date che precedono il dluvio, con le città datate al carbonio intorno al 2.600 aC e un calendario a partire dal 3.114 B.C. Una delle più antiche civiltà è in Cina, con l’evidenza di un’agricoltura risalente a migliaia di anni fa, con culture sviluppate 5.000 anni fa e la dinastia Xia risalente al 2.100 BC. Il calendario cinese inizia nel 2.696 B.C. , 326 anni prima del diluvio.

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Persino le genealogie bibliche non sostengono un genocidio globale. La timeline della Watchtower, tratta dalla Torre di Guardia del 15 gennaio 2014 p.10, mostra che la costruzione della torre di Babele si è verificata dopo circa 100 anni dal diluvio. Questo è basato su Genesi 10:25 e Genesi 11:10-19. Poiché solo 8 persone hanno lasciato l’arca, questa linea temporale ci dovrebbe far credere che i 3 figli di Noè abbiano avuto figli, che questi cugini abbiano fatto figli tra loro e, nell’arco di un secolo, c’erano abbastanza lavoratori, cugini di primo e secondo grado, per costruire una città, abbastanza operai per costruire la torre di Babele e abbastanza agricoltori per nutrire la popolazione.

La data del tentativo di costruzione della Torre di Babele non è indicata nella Bibbia. Genesi 10:25 accenna che la divisione provocata dalla confusione delle lingue avvenne ‘ai giorni di Peleg’. Questo non vuol dire necessariamente che l’avvenimento avesse luogo alla nascita di Peleg. L’espressione “ai suoi giorni” indicherebbe anzi che la divisione non avvenne alla nascita o immediatamente dopo, ma in qualche tempo durante la sua vita, che dal 2269 a.E.V. si protrasse fino al 2030 a.E.V. Se dopo il Diluvio ogni uomo all’età di 30 anni avesse cominciato a generare figli al ritmo di uno ogni tre anni, con una media di un figlio maschio ogni sei anni, e questo fino all’età di 90 anni, in un periodo di circa 180 anni dalla fine del Diluvio (cioè fino al 2189 a.E.V.) la popolazione avrebbe potuto raggiungere un totale di oltre 4.000 uomini adulti. Questo numero tutt’altro che esagerato potrebbe ben conciliarsi con le circostanze relative alla costruzione della torre e alla dispersione della popolazione. – Perspicacia vol.1

La Wathctower calcola che 4.000 maschi adulti erano vivi entro 180 anni dal diluvio. Durante questo periodo di antichi metodi di costruzione, prima delle tecnologie sviluppate dalla rivoluzione industriale, la costruzione di grandi edifici richiedeva migliaia di persone. Si stima che le piramidi egizie, uno stile di costruzione simile alla torre di Babele, richiedessero decadi per essere costruite, utilizzando decine di migliaia di uomini. (Vedi pbs.org 4 dic 2014) 2 Cronache 2 mostra la costruzione del tempio richiese 70.000 portatori di pesi, 80.000 tagliatori di pietre e 3.600 sovrintendenti. Non poteva esserci un numero sufficiente di persone entro cento anni da un diluvio globale per costruire Babele e la sua torre.

Non bisogna nemmeno dimenticare che in questo periodo dovremmo credere che c’erano anche abbastanza persone per costruire le piramidi in Egitto e per disperdersi in Cina, India e nelle Americhe che, come sopra discusso, avevano tutte le loro popolazioni in quel periodo di tempo.

Pesci

I pesci possono essere di acqua salata o di acqua dolce. Mettete un cucchiaino di sale in un serbatoio d’acqua dolce e vedrete il pesce morire. Prendete un pesce di mare e mettetelo in un serbatoio d’acqua dolce e anche lui morirà. L’enorme quantità di pioggia torrenziale e la fusione di laghi e oceani avrebbe creato una salinità e una viscosità inaccettabile sia per i pesci d’acqua dolce che d’acqua salata, insieme a tutte le altrefish-salt-halichoeres forme di vita marina che non erano sull’arca, come i crostacei, le balene e gli anfibi. Praticamente tutta la vita nel mare si sarebbe estinta.

Il racconto di Genesi sorvola sui pesci, non considerando l’effetto che avrebbe avuto su di loro un alluvione globale. Anche se l’affermazione di portare sull’arca “ogni creatura vivente di ogni sorta di carne” di Genesi 6:19 può comprendere i pesci, il verso 20 comprende specificamente, in questo gruppo, solo “creature volatili … animali domestici … [e] tutti gli animali che si muovono sul suolo“.

Barriere coralline

Il Corallo si sviluppa lentamente. La Grande Barriera Corallina dell’Australia risale a decine di migliaia di anni fa, con la barriera corallina attuale stimata tra i sei e gli ocoralttomila anni. La maggior parte dei coralli cresce in acque chiare e poco profonde e richiede la luce del sole per vivere. Sono sensibili ai cambiamenti e muoiono con minori variazioni di temperatura dell’acqua, come soli 2 gradi centigradi, e leggeri cambiamenti di salinità. La maggioranza può vivere solo in acque profonde meno di 50 metri. Il mondo del corallo sarebbe stato distrutto dal diluvio e non avrebbe potuto recuperare il suo stato attuale in soli 4.000 anni.

Vedi Barriera Corallina

Pitture rupestri

La grotta di Rouffignac in Francia contiene disegni artistici risalenti all’età del ghiaccio, compresi dipinti e incisioni di animali come il mammut, il rinoceronte lanoso e l’orso delle caverne. Un alluvione globale avrebbe riempito queste grotte con amammoth-lascauxcqua e sedimenti, distruggendo tutte le prove dei dipinti. Queste immagini, dipinte dagli antichi esseri umani, rimangono ancora oggi.

Ciò solleva anche la questione del motivo per cui i dinosauri e i mammiferi dell’età del ghiaccio non siano stati considerati degni di un viaggio nell’arca, sollevando la domanda se i dinosauri e i mammiferi dell’età glaciale si siano estinti nel breve periodo di tempo tra la creazione e Noè o siano stati esclusi dall’arca e siano morti nel diluvio.

Dimensioni dell’arca

Le dimensioni fornite nella Bibbia per la lunghezza dell’arca sollevano due questioni. Da un lato, era troppo lunga per essere a tenuta stagna se costruita in legno. D’altra parte, era piccola per gli standard moderni, troppo piccola per contenere tutti gli animali in movimento e le creature volanti.

La lunghezza massima di qualsiasi barca di legno nota è di soli 115 meark-shipstri. Questo è considerato il limite fisico per la costruzione di barche in legno, perché oltre questa lunghezza non è possibile prevenire flessioni del legno e infiltrazioni. Le navi costruite con una lunghezza di 100 metri durante il 1800 hanno sofferto problemi di infiltrazioni, nonostante siano state rinforzate e serrate con l’acciaio. Si dice che l’arca sia stata di 300 cubiti, o 134 metri (438 piedi). È solo a partire dall’invenzione delle costruzioni navali in acciaio che le dimensioni delle navi sono aumentate drasticamente.

Se ci fosse stata un’arca costruita alla lunghezza data nella Bibbia, è improbabile che sia stata a tenuta stagna, anche realizzandola con la tecnologia odierna. Noè aveva il problema aggiuntivo di vivere all’inizio dell’età del Bronzo, con strumbronze-age-axe-1900bcenti molto primitivi, realizzati con metalli morbidi. Ciò avrebbe esasperato il problema di lavorare il legno rispettando rigorose tolleranze.

Le sollecitazioni a cui sarebbe stata sottoposta l’arca dovevano essere anche maggiori di quanto viene generalmente sperimentato da una nave. L’arca non avrebbe dovuto solo galleggiare, ma anche resistere alla turbolenza dell’enorme massa d’acqua del diluvio. Il volume dell’acqua necessaria per inondare la terra al di sopra del livello delle montagne in 40 giorni doveva significare piogge torrenziali, fiumi infuriati dai torrenti di montagna ed enormi e violente mareggiate. Questo avrebbe sottoposto ad uno sforzo straordinario una nave che già era stata costruita oltre il limite che i materiali consentivano.

La Watchtower ammette che questa lunghezza è considerata improbabile per una nave in legno, non in relazione all’arca, però, ma per quanto riguarda un resoconto delle navi cinesi.

Le navi dei tesori di Zheng He: quante erano e quanto erano grandi?

Stando ai resoconti storici della dinastia dei Ming, le navi dei tesori di Zheng He sarebbero state insolitamente grandi: 136 metri di lunghezza per 56 metri di larghezza. Davanti a queste dimensioni gli esperti sono perplessi, dato che le navi di legno più lunghe di una novantina di metri sono strutturalmente deboli.

“Tutto sembra indicare che le dimensioni mastodontiche delle navi menzionate nei resoconti siano un’esagerazione”, dice un articolo sull’argomento. “Sarebbe molto più realistico pensare a una nave lunga tra i 60 e i 75 metri, piuttosto che a una di oltre 135”. In ogni caso, nel XV secolo le navi lunghe più di 60 metri erano sicuramente un’eccezione e nella flotta di Zheng He ce n’erano ben 62.

Svegliatevi! Settembre 2013 p.15

Wikipedia – List of world’s largest wooden ships

Articolo Watchtower sull’arca – Svegliatevi! Gennaio 2007 p.20-22

Numero di animali

Come illustrato nella figura sopra, con 134 metri, l’arca non era particolarmente grande, essendo meno della metà del Titanic e solo un terzo della lunghezza delle navi container Triple-E, lunghe 400 metri. Ci sono oltre 8 milioni di specie sulla terra (plosbflood-loading-animals-ark-bible-stories-ch9iology.org). Ciò solleva la questione di quanti animali avrebbero potuto entrare nell’arca.

Dal momento che non sarebbe stato possibile imbarcare 2 animali di ogni specie, la Watchtower specula che Noè non aveva bisogno di prendere rappresentanti di ogni specie, ma solo di ogni “genere”, un termine preso dalla Genesi che la Watchtower afferma si riferisca ai confini dell’allevamento animale.

I limiti di riproduzione secondo la “specie” stabiliti da Geova non dovevano e non potevano essere superati. Tenendo conto di ciò alcuni ricercatori hanno detto che se nell’arca ci fossero state solo 43 “specie” di mammiferi, 74 “specie” di uccelli e 10 “specie” di rettili, queste avrebbero potuto benissimo produrre la varietà di specie oggi conosciute. Secondo altre stime, 72 “specie” di quadrupedi e meno di 200 “specie” di uccelli sarebbero state sufficienti. Che la grande varietà di animali oggi conosciuti possa essere venuta dopo il Diluvio da incroci entro così poche “specie” è dimostrato dall’infinita varietà che esiste nel genere umano: uomini bassi, alti, grassi, magri, con infinite gradazioni nel colore dei capelli, degli occhi e della pelle, tutti discesi dall’unica famiglia di Noè.Perspicacia vol.1

Per esempio, i gatti appartengono alla famiglia dei Felini, di cui sono presenti 15 generi e 41 specie conosciute. Per motivi di spazio, la Watchtower propone che solo un membro dei 15 generi avrebbe potuto essere preso, o forse anche solo una delle famiglie dei Felini. Le 41 specie si sarebbero evolute da lì. Questa è una teoria molto comoda, ma non è in linea con la Genesi, in cui a Noè viene detto di prendere rappresentanti di “ogni” bestia e creatura volatile.

Genesi 7:2,3 Di ogni bestia pura devi prenderne a sette a sette, un maschio e la sua compagna; e di ogni bestia che non è pura solo due, un maschio e la sua compagna; anche delle creature volatili dei cieli a sette a sette, maschio e femmina, per conservarne in vita la progenie sulla superficie dell’intera terra

La Genesi mostra che due o sette di “ogni” animale doveva trovare posto nell’arca. Ciò è impossibile quando si considera la popolazione mondiale di 8 milioni di specie animali, ma ha perfettamente senso se si riferisse ad un alluvione locale e si stava discutendo dell’interezza della vita animale nella regione.

Altri apologeti di un alluvione globale riducono il numero di animali richiesti nell’arca a 16.000 animali. (Vedi answeringenesis.org 28 set 2012). La stessa sezione del Perspicacia citata in precedenza ha supportato questo numero.

Queste stime possono sembrare insufficienti ad alcuni, specialmente dato che secondo fonti come l’Encyclopedia Americana esistono ben 1.300.000 specie di animali. (1977, vol. 1, pp. 859-873) Tuttavia più del 60 per cento sono insetti. Scomponendo ulteriormente queste cifre, dei 24.000 anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, 10.000 sono uccelli, 9.000 rettili e anfibi, molti dei quali possono essere sopravvissuti fuori dell’arca, e solo 5.000 mammiferi, fra i quali balene e altri cetacei che potevano anche restare fuori dell’arca. Altri studiosi calcolano che solo circa 290 specie di mammiferi terrestri sono più grandi di una pecora mentre circa 1.360 sono più piccoli dei ratti. (B. C. Nelson, The Deluge Story in Stone, 1949, p. 156; A. M. Rehwinkel, The Flood in the Light of the Bible, Geology, and Archaeology, 1957, p. 69) Quindi, anche secondo stime per eccesso, l’arca poteva facilmente accogliere una coppia di tutti questi animali.Perspicacia vol.1

È una forzatura dire che questi numeri potessero “facilmente” essere alloggiati nell’arca e la Watchtower non dice nulla su ciò che sarebbe stato necessario per alloggiare e prendersi cura di un tale numero di animali.

Prendiamo in considerazione il salvataggio e la cura della popolazione animale mondiale su una nave più piccola del Titanic, anche se erano solo 16.000 animali. Immaginate la quantità di lavoro per soli otto esseri umani. Uno zoo richiede molte più persone per soddisfare le esigenze di un numero molto più piccolo di animali. Pensate alla quantità e l’odore di letame e vomito a causa delle violente turbolenze dell’acqua e delle malattie. Quale spazio per muoversi potevano avere quegli animali? Gli animali hanno esigenze alimentari specifiche. Come ha fatto Noe a raccogliere le tante varietà di vegetali necessari e non farli marcire per oltre un anno? Dove veniva tenuto l’incredibile volume di cibo e acqua potabile necessari per 12 mesi di approvvigionamento e che cosa gli impedì di andare in putrefazione in un così lungo periodo di stoccaggio? Un singolo elefante richiede oltre 100 litri d’acqua al giorno e un peso simile di cibo. Le finestre di ventilazione erano piccole e solo sul ponte superiore, fornendo livelli inadeguati di ossigeno e bloccando l’anidride carbonica e il metano. In mezzo a tutto ciò, la famiglia di Noè avrebbe passato tutta la giornata a trasportare cibo tra i tre ponti e spargere lo stallatico dalle finestre posizionate in alto.

Dopo il diluvio e la perdita della maggior parte della vita animale, la prima cosa che Dio ha chiesto a Noè fu di prendere dei rappresentanti di tutti gli animali puri e sacrificarli!

Infine, una volta che gli animali fossero sbarcati, il terreno sarebbe stato in gran parte privo di vegetazione, dal momento che era tutto inondato. Anche se alcuni tipi di vegetazione potevano essere sopravvissuti o ricoltivati, l’intera gamma di requisiti alimentari specifici degli animali non si trovavano sul Monte Ararat e ci sarebbero voluti anni affinchè gli animali tornassero ai loro habitat naturali.

Che dire dei predatori, cosa mangiavano? Sicuramente gli sarebbe stato impedito di mangiare le loro prede naturali, dato che ce n’erano solo due di ciascuno. Quanti decenni passarono prima che la popolazione animale arrivasse a livelli sostenibili in modo da diventare di nuovo cibo per i predatori? C’è la teoria alternativa presentata dalla Watchtower secondo cui gli animali erano tutti vegetariani, ma questo porta ad un altro problema che discuteremo in seguito.

Rapida evoluzione

Se dobbiamo accettare l’idea che l’arca possa aver ospitato 16.000 animali per un anno (meno di 8.000 specie dato che erano almeno in coppia), ci troviamo di fronte al problema di spiegare come esistono ora oltre 8 milioni di specie [4], suddivisi in:

  • 7.77 milioni di specie di animali (di cui 953.434 sono state descritte e catalogate)
  • 298.000 specie di piante (di cui 215.644 sono state descritte e catalogate)
  • 611.000 specie di funghi (muffe e funghi) (di cui 43.271 sono stati descritti e catalogati)
  • 36.400 specie di protozoi (organismi monocellulari con comportamento simile agli animali, ad esempio movimento, di cui 8.118 sono stati descritti e catalogati)
  • 27.500 specie di cromisti (incluse, ad esempio, alghe marroni, diatomi, oomiceti, di cui 13.033 sono stati descritti e catalogati)

Http://www.sciencedaily.com/releases/2011/08/110823180459.htm 24 ago 2011

2 milioni di questi animali vivono negli oceani. Come accennato in precedenza, come sono sopravvissuti gli animali marini? Come sono sopravvissuti le piante, i funghi, i protozoi e i cromisti, considerando che sia improbabile che Noè li abbia presi con se? La lista sopra riportata non include i virus. La famiglia di Noè era portatrice di tutti i virus umani?

Perché la ciurma di Noè si potesse espandere da 8000 a 8 milioni di specie bisognerebbe credere in una iper-evoluzione, avvenuta in un periodo di soli 4.400 anni. Neanche l’evoluzionista più ottimista sarebbe d’accordo con uno scenario simile.

La Watchtower afferma che gli animali e gli esseri umani erano vegetariani prima del diluvio e solo dopo aver lasciato l’arca ebbero l’autorizzazione di mangiare carne.

Dopo il diluvio del giorno di Noè, Dio cambiò la dieta vegetariana che aveva dato sia agli animali che agli esseri umani nel giardino di Eden. – La Torre di guardia 1982 15 giugno p.31

Come concessione per la sua sopravvivenza, l’uomo fu autorizzato a mangiare carne di animale come cibo dopo il diluvio (Gen 9: 2-4) Anche gli animali, entrati nel caos, cominciarono a mangiarsi l’un l’altro. E poiché Dio aveva creato una vasta gamma di funzionalità per rendere la vita animale interessante, molti animali furono in grado di adattarsi alla loro nuova situazione utilizzando alcune caratteristiche per la sopravvivenza. – Svegliatevi! 1981 8 ott. 27

I denti forniscono una forte indicazione di ciò che un animale mangia. Quindi, gli incisivi di animali ed esseri umani, per mangiare la carne, dovrebbero essersi evoluti negli scorsi 4.400 anni. I ritrovamenti fossili mostrano animali con incisivi esistenti ben prima del periodo del diluvio, e una Svegliatevi! del 1981 offre l’alternativa che Dio avrebbe creato, senza motivo, gli incisivi in ​​alcuni animali, che poi si sarebbero dimostrati utili dopo il diluvio. Ma questa strana speculazione solleva un insieme di questioni problematiche.

Anche le razze umane devono essersi evolute rapidamente. Ci sono 3 razze di base, caucasico, mongoloide e nera. (Alcune classificazioni includono australoide come una quarta razza). Queste sono suddivise in 30 sottogruppi. La Watchtower afferma che i figli di Noè rappresentavano ciascuna di queste razze.

La divisione della famiglia umana nei tre rami iafetico, camitico e semitico, tutti discendenti da Adamo per mezzo di Noè, non può essere messa in discussionePerspicacia vol.1

È interessante considerare che la moglie di Noè fu in grado di concepire miracolosamente tre figli di tale diversità genetica. Sarebbe stato più scientifico collegare le differenze genetiche a mogli diverse. In entrambi i casi, i trenta sottogruppi dovrebbero essersi sviluppati entro 4.400 anni, qualcosa che anche gli evoluzionisti non sarebbero disposti a proporre e che è dimostrato essere falso dalla genetica.

Diversità genetica

È comune sapere che i parenti stretti non dovrebbero accoppiarsi, a causa della maggiore probabilità di difetti di nascita. Se la popolazione mondiale degli animali fosse stata ridotta a soli due di ogni specie circa 4.400 anni fa, ci sarebbe stato un processo di accoppiamenti parentali forzati e sarebbero rimaste prove di un tale processo.

L’indicazione della diversità genetica è manifesto nel caso dei trapianti, dove il rischio di rigetto aumenta in base al grado di disparità genetica tra donatore e beneficiario. Le proteine ​​MHC su una cella distinguono “proprio” da “non proprio” e portano al rigetto dell’organo. Un caso emblematico è il ghepardo. La scarsa variabilità genetica tra i ghepardi dimostra che tutti i ghepardi derivano da poche coppie di allevamento, poiché gli scienziati credono che il ghepardo si sia quasi estinto circa 10.000 anni fa. La popolazione del ghepardo ha una bassa variabilità proteica MHC e questa somiglianza genetica consente che gli innesti di pelle siano facilmente accettati tra ghepardi diversi. Il lato negativo di questa caratteristica genetica è che i ghepardi hanno bassi livelli di spermatozoi e livelli elevati di difetti di nascita. Il pericolo è che, avendo immunità simili, i ghepardi sono a rischio di estinzione anche per una malattia comune. Le specie animali con maggiore diversità genetica hanno maggiori probabilità di avere l’immunità ad una malattia che altri non hanno. (Vedi O’Brien, S., D. Wildt, M. Bush (1986), “The Cheetah in Genetic Peril”, Scientific American 254: 68-76.)

Il Diavolo della Tasmania è un altro caso. Un tumore cancro-infettivo, osservato la prima volta nel 1996, si è diffuso rapidamente attraverso la popolazione, riducendo la specie ad un livello in via di estinzione. La ragione della diffusione di tale malattia è:

… che il livello di diversità genetica tra i Diavoli è estremamente basso, il che significa che il cancro può diffondersi tra la maggior parte di tutti i Diavoli della Tasmania senza rigetto. – (Tasmaniandevil.psu.edu 5 gen 2013)

… la bassa diversità genetica è associata al pericolo di estinzione di una specie … L’incapacità di altri demoni tasmaniani di rifiutare la cellula come proveniente da un altro individuo può essere correlata alla mancanza di diversità in una regione del genoma chiamata Complesso Maggiore di Istocompatibilità, che nell’uomo è associato al rifiuto di innesti di tessuto da un altro individuo … la diversità in questa figura è misurata dal numero medio di SNP [polimorfismi monocitotropici] nella sequenza mitocondriale, escludendo una regione ipervariabile …  – (Tasmaniandevil.psu.edu)

Il Gorilla, per esempio, ha più di 9 volte la diversità genetica del Diavolo Tasmaniano, e quindi un tumore infettivo non può diffondersi attraverso una così grande parte della popolazione.

Potete capire dove si vuole arrivare. Se un alluvione globale avesse ridotto l’intera popolazione animale e umana a pochi esemplari di ogni tipo (o genere o specie) negli ultimi mille anni, tutti gli animali avrebbero mostrato lo stesso basso modello di variabilità genetica, come ce l’ha il ghepardo.

Le specie animali cambiano nel tempo. I cambiamenti negli amminoacidi dell’emoglobina si verificano in una progressione leggermente lineare, e quindi la variazione dell’emoglobina all’interno delle specie può essere utilizzata per stimare quanto lontani i membri di una specie siano l’uno dall’altro o quando due specie si sono separate. Questa tecnica è definita come orologio molecolare e mostra distanze molto più lunghe tra le specie di soli 4.400 anni.

La genetica mostra un tratto simile con gli esseri umani. Dopo il diluvio, sono emerse solo tre famiglie di genitori, i loro figli sarebbero stati tutti i cugini. L’intera popolazione mondiale dovrebbe mostrare stretti legami genetici che risalgono a soli 4.400 anni fa, il risultato di incroci incestuosi dei cugini.

Botanica

La Larrea Tridentata ha vissuto ininterrottamente per 10.000 anni e i pini dai coni setolosi per 5.000 anni. Questi non sarebbero sopravvissuti alle violenti acque del diluvio, al successivo ambiente fangoso e ad un lungo periodo in acqua, oltre che alla pressione esercitata da parecchi chilometri di acqua.

La maggior parte della vita vegetale sarebbe morta annegata. Quando le acque si fossero abbassate, il suolo avrebbe avuto un rivestimento di sale. Dopo che la salamoia fosse evaporata, la ricrescita sarebbe stata praticamente impossibile per la maggior parte della vegetazione. Anche se le piante sarebbero potute ricrescere in tali condizioni, ci sarebbero voluti diversi mesi per iniziare le nuove colture necessarie per la varietà di diete degli animali che venivano dall’arca.

Climatologia

Lo studio dei climi storici esclude qualsiasi drastico cambiamento climatico avvenuto meno di 4.500 anni fa. Esso mostra anche che l’intera terra non aveva un clima tropicale, come risultato di una coltre di nubi.

I ghiacciai non mostrano alcuna evidenza di un diluvio. I nuclei di ghiaccio che risalgono a decine di migliaia di anni sono datati contando gli strati annuali. Il National Ice Core Laboratory spiega:

I ghiacciai formano come strati di neve che si accumulano l’uno sopra l’altro. Ogni strato di neve è diverso in chimica e composizione, neve estiva che differisce dalla neve invernale. Nel tempo, la neve sepolta viene compressa sotto il peso della neve sopra di esso, formando ghiaccio. (…) I nuclei di ghiaccio sono cilindri di ghiaccio forati da strati di ghiaccio e ghiacciai. Sono capsule di tempo essenzialmente congelate che consentono agli scienziati di ricostruire il clima fino a molto in passato. Gli strati di ghiaccio corrispondono agli anni e alle stagioni, con il ghiaccio più giovane nella parte superiore e il ghiaccio più antico nella parte inferiore del nucleo. Scavando nel ghiaccio o nel ghiacciaio e recuperando il ghiaccio dai tempi antichi, gli scienziati sono in grado di determinare la composizione e il comportamento dell’atmosfera in passato, come era il clima quando cadeva la neve e come le dimensioni dei ghiacci e dei ghiacciai sono cambiati in risposta alle diverse condizioni climatiche. I nuclei di ghiaccio hanno fornito informazioni sulle dinamiche del clima e del ghiaccio per centinaia di migliaia di anni con un livello di dettaglio molto alto, a volte stagionale – (icecores.org 28 dicembre 2015)

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Se i tappi di ghiaccio fossero stati sommersi sotto l’acqua del diluvio, avrebbe avuto uno strato di sedimenti notevole. In realtà, le acque del diluvio avrebbero fatto galleggiare i ghiacciai polari e li avrebbero sciolti. Questi non avrebbero potuto essere sostituiti negli ultimi 4.000 anni e, anche se lo fossero stati, non avrebbero mostrato gli strati annuali che risalgono a centinaia di migliaia di anni.

La dendrologia è uno strumento altamente preciso di datazione attraverso l’esame degli anelli di un albero e può contare fino a oltre 11.000 anni. (Vedi Dendrologia.) Viene utilizzata anche per mostrare i modelli meteorologici per anno e continente. Gli anelli degli alberi non mostrano alcuna indicazione di un’inondazione catastrofica.

Leggende sul Diluvio

La Watchtower afferma che il vasto numero di leggende sul Diluvio è una “prova” del diluvio di Noè.

Il fatto che di quel grande Diluvio esistano forse centinaia di sto

flood-legendsrie diverse, e che storie simili si trovino fra le tradizioni di molti popoli primitivi in tutto il mondo, è una valida prova che tutti quei popoli ebbero un’origine comune e che i loro antichi progenitori ebbero in comune l’esperienza del Diluvio.Perspicacia vol.1

Anche se è un’osservazione interessante, una moltitudine di leggende su un diluvio non costituiscono una “prova”. Dal momento che le alluvioni influenzano le aree più popolate della terra, c’è da aspettarsi che le inondazioni avrebbero caratterizzato le tradizioni delle razze primitive. Queste storie variano in molti punti, portando alla conclusione che la maggior parte non è per forza correlata allo stesso avvenimento.

C’è una serie di antiche leggende su un diluvio notevolmente simili. Alcune sono antecedenti al racconto della Genesi ed è generalmente accettato dagli studiosi che il racconto della Genesi trae origine da queste fonti. Il Diluvio della Genesi segue Il Diluvio di Gilgamesh punto per punto e nello stesso ordine. [5]

Altri argomenti

C’è molto altro che non può essere spiegato da un alluvione globale. Per esempio:

  • Dinosauri – Le persone che prendono il racconto del diluvio alla lettera generalmente prendono letteralmente pure i giorni creativi e credono che la vita animale sia stata creata 6000 anni fa o almeno negli ultimi 100.000 anni. Pertanto non credono che i dinosauri si siano estinti milioni di anni fa. In questo caso, perché non c’erano dinosauri sull’arca? Cosa dire riguardo i mammut, che sono stati trovati congelati con il cibo in bocca? A Noè fu comandato di prendere una coppia di ogni tipo di animale.
  • Dov’è l’arca? – La Bibbia specifica che l’arca si posò sui monti di Ararat, che è in Turchia. Molte spedizioni e le più moderne tecnologie non sono mai state in grado di individuare l’arca.
  • La temperatura e la pressione costante – Gli animali hanno convissuto insieme dentro l’arca, con la stesso livello di calore e pressione dell’aria, mentre ognuno ha requisiti di temperatura e pressione molto diversi e faticherebbe a sopravvivere in tali condizioni.
  • Sedimenti – In tutto il mondo, il limo si è progressivamente stabilizzato in strati in milioni di anni. Un diluvio globale avrebbe rivestito la terra, e in particolare i fondali, con una straordinario accumulo di sedimenti, pieni di carcasse di miliardi di resti umani e animali. La Watchtower cita che un diluvio potrebbe causare una pressione dell’acqua “pari a 2 tonnellate per pollice quadrato“, sufficiente a fossilizzare rapidamente la fauna e la flora”. (It-1 pp.609-612). Non esiste alcuno strato di tali sedimenti e fossili.

Un dio malvagio

Lambert Dolphin e Gordon A. Hunt dell’Università di Stanford, stimano che in occasione del diluvio ci dovevano essere potenzialmente più di 7 miliardi di persone. (Ldolphin.org 1/1/2013) Questo si basa sull’applicazione delle stime standard di crescita della popolazione alle informazioni contenute in Genesi 5:

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  • Un periodo di 1.600 anni tra Adamo e Noè
  • Genealogie che mostrano grandi famiglie con almeno 5 bambini
  • Genitori che fanno figli a diverse centinaia di anni
  • Esseri umani che vivono fino a 1.000 anni di età

Pertanto, viene detto che Dio avrebbe annegato miliardi di adulti, bambini innocenti e animali. Che tipo di Dio prenderebbe tante vite innocenti, in un modo così disumano? Se gli esseri umani erano così peccaminosi da meritare la morte, un Dio Onnipotente e Amorevole avrebbe potuto prendere in modo meno cruento le vite dei soli uomini malvagi, senza dover annegare anche miliardi di animali.

L’arcobaleno

In Genesi 9:12-14, Dio da l’arcobaleno come segno che non avrebbe annegato di nuovo tutta l’umanità con un diluvio:

E Dio aggiunse: “Questo è il segno del patto che do fra me e voi e ogni anima vivente che è con voi, per generazioni a tempo indefinito. Do in effetti il mio arcobaleno nella nuvola, e dovrà servire come segno del patto fra me e la terra. E senz’altro avverrà che quando porterò una nuvola al di sopra della terra, allora l’arcobaleno apparirà certamente nella nuvola

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È irrealistico pensare che il primo arcobaleno sia apparso solo dopo il diluvio, in quanto questo indicherebbe che Dio abbia cambiato i principi scientifici riguardo alla rifrazione e alla riflessione della luce attraverso le gocce d’acqua. Né gli arcobaleni sono un prodotto esclusivamente della pioggia. Dato che sono causati dall’acqua nell’aria, un arcobaleno può anche essere il risultato di nebbia, spruzzi e rugiada nell’aria.

Dal punto di vista della Watchtower, questa è anche una promessa cupa, in quanto secondo la sua dottrina Dio sta per distruggere un numero ancora maggiore di persone all’Armageddon, anche in modi più violenti. Il concetto di Armageddon, dove Dio ucciderà la maggior parte dell’umanità, è anche in conflitto con la storia della Genesi, dove Dio promette:

Genesi 8:21 E Geova sentiva un odore riposante, e Geova disse dunque in cuor suo:“Non invocherò più il male sul suolo a causa dell’uomo, perché l’inclinazione del cuore dell’uomo è cattiva fin dalla sua giovinezza; e non colpirò più ogni vivente proprio come ho fatto.

Punti di vista Cristiani alternativi

Alcuni cristiani accettano la storia del diluvio come evento localizzato, limitato alla regione in cui viveva Noè. La parola ebraica ‘erets può essere tradotta come terra o paese e har si può tradurre come colline o montagne. Ciò può condurre alla comprensione che l’inondazione ha coperto le colline più alte della regione. La dichiarazione di Genesi 6:17 che Dio distrusse “tutta la vita sotto i cieli” è la terminologia comune nella Bibbia per i casi localizzati, come la carestia al tempo di Giuseppe, dove Genesi 41:57 afferma: “persone di tutta la terra venivano in Egitto per comprare da Giuseppe“, o Deuteronomio 2:25 che “i popoli sotto tutti i cieli” vivevano nella paura dopo che Giosuè aveva conquistato Canaan.

Un diluvio locale rimuove anche la questione teologica del fatto che tale avvenimento contraddice Salmi 104. Questo passaggio è un parallelo del racconto di Genesi della creazione e afferma, nel verso 9, che dopo che Dio fece comparire la terra asciutta durante il processo della creazione, l’acqua non avrebbe mai più coperto tutta la terra.

Salmo 104:6-9 La copristi con acque dell’abisso proprio come con una veste. Le acque stavano sopra i medesimi monti. Al tuo rimprovero fuggivano; Al suono del tuo tuono correvano per il panico. I monti ascendevano, Le pianure delle valli scendevano. Al luogo che hai fondato per loro. Ponesti una linea di confine, al di là della quale non sarebbero dovute passare, Affinché non coprissero di nuovo la terra.

In alternativa, altri cristiani credono che la storia del diluvio non vada intesa come letterale, ma piuttosto come una lezione morale.

Rifiuto degli apologeti

La Watchtower si è sforzata di provare l’esattezza di un diluvio globale. La discussione della Watchtower è generalmente limitata a pochi paragrafi, usando principalmente il semplice ragionamento che, poiché lo afferma la Bibbia, allora deve essere vero.

La testimonianza più forte della storia del diluvio rispetto alle tradizioni pagane dei popoli primitivi è l’approvazione che gli altri scrittori biblici hanno dato sotto ispirazione. – It-1 p.611

Gli apologeti sfornano articoli, come quelli che seguono, che fanno sensazionalmente sembrare che la scienza supporti un diluvio globale.

Il diluvio biblico è realmente accaduto: ecco le prove di Robert Ballard

La storia dell’Arca di Noè potrebbe essere vera? Robert Ballard, direttore e professore di oceanografia all’Istituto di Archeologia Oceanografica dell’Università di Rhode Island, molto noto per i sui lavori di ricerca in archeologia subacquea, divenuto famoso in tutto il mondo per le scoperte e localizzazioni dei relitti del RMS Titanic nel 1985, afferma di aver trovato le prove di un immensa inondazione avvenuta intorno al 5600 a.C. nella regione del Mar Morto. Un diluvio di proporzioni apocalittiche, proprio come quello narrato dalla tradizione biblica dell’Arca di Noè, potrebbe essere realmente accaduto. Ad affermarlo è Robert Ballard in una intervista rilasciata alla ABC News, che con il suo team ha scoperto prove evidenti che suggeriscono che il Diluvio Universale descritto nella Bibbia potrebbe essere basato su eventi realmente accaduti. Ballard è partito dalla controversa teoria di due ricercatori della Columbia University secondo la quale il Mar Nero è la dimostrazione più evidente di quel lontano cataclisma narrato dalla Antico Testamento (e in forme assai simili da molti altri testi sacri di antiche civiltà). Come spiega lo stesso Ballard, circa 12 mila anni fa, gran parte del mondo era coperto di ghiaccio e il Mar Nero è un grande lago di acqua dolce circondato da terreni agricoli. Intorno al 5600 a.C., quando i ghiacciai cominciarono a sciogliersi nel corso di un periodo di riscaldamento globale della Terra, una immensa quantità di acqua cominciò a precipitare verso gli oceani del mondo, causando immani inondazioni in ogni parte del mondo. … 

E’ verosimile che questo evento sia rimasto talmente impresso nella coscienza dei sopravvissuti da volerlo tramandare di generazione in generazione, fino a cristallizzarsi nel racconto biblico di Noè con connotazioni di tipo religioso.

http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/2012/12/13/il-diluvio-biblico-e-realmente-accaduto-ecco-le-prove-di-rob/

Mentre il titolo sembra sostenere il diluvio di Noè, l’articolo mostra altro. Non 4.400 anni fa, ma 7.000 anni fa, ci furono grandi inondazioni in tutto il mondo. Questo fu il risultato dei ghiacciai che si scioglievano dopo la fine dell’ultima era glaciale. Ci sono prove di grandi inondazioni, ma non di inondazioni tali da coprire le montagne più alte. Queste inondazioni, che colpirono molte regioni in tutto il mondo, sono la ragione della moltitudine di leggende sul diluvio di molte culture diverse.

Come ultima risorsa, gli apologeti di un allagamento globale, metteranno in dubbio l’accuratezza delle informazioni, ad esempio i metodi di datazione. Per altre questioni, dove non è possibile confutare, la risposta comune è che “a Dio tutto è possibile”. Per esempio, Dio può aver trasportato miracolosamente tutti gli animali fino alla zona dell’arca e poi di nuovo indietro nella loro regione locale. Forse Dio ha aggiunto acqua extra per il diluvio e poi l’ha rimossa subito dopo. Forse Dio ha ibernato gli animali, per questo quindi non ci sono stati problemi con la carenza di cibo, di acqua o l’abbondanza di letame dentro l’arca. Se ricorrere alla magia è una risposta valida allora sì, se è per questo, Dio avrebbe potuto ridurre l’intera popolazione globale di animali alle dimensioni di un Lego e teletrasportarli tutti sull’arca. E pensandoci davvero su, se fosse stato necessario un tale miracolo, allora perché non usare solo un metodo più umano di omicidio, come mettere tutti i malvagi a morte nel sonno? Un diluvio universale avrebbe richiesto che Dio violasse le sue stesse leggi fisiche e poi cancellasse le prove. Perché tutti questi sforzi per una storia che molti millenni dopo una persona istruita troverebbe impossibile da credere?

Conclusione

Questo è solo un semplice riassunto dei fatti riguardanti un diluvio globale. Sebbene breve, la maggior parte delle persone che leggerà queste informazioni capirà che non è mai avvenuto un diluvio globale. Per coloro che vogliono maggiori informazioni, ci sono molti libri di discussioni scientifiche dettagliate che sconfessano un alluvione globale.

Attraverso questo articolo, avrai notato la natura insulare delle argomentazioni che la Watchtower usa per le questioni sollevate da un diluvio globale. Un’argomentazione di solito contraddice quella usata per un’altra questione, o anche lo stesso racconto biblico. È un classico esempio di non vedere la foresta a causa degli alberi. Per esempio, per giustificare da dove proveniva l’acqua, si dice che la terra era liscia. Ma il conseguente aumento delle montagne dopo il diluvio crea problematiche ancora maggiori.

Se preso letteralmente, come fatto dai Testimoni di Geova, non esiste un solo aspetto di questa storia che non può essere dimostrato che sia falso. È notevole che la Watchtower si aggrappi ad un’interpretazione letterale di un diluvio globale, quando questo è provato falso da praticamente tutti i campi della scienza, tra cui antropologia, archeologia, astronomia, astrofisica, biologia, botanica, chimica, climatologia, ecologia, ingegneria, entomologia, genetica, geologia, geografia, linguistica, meteorologia, microbiologia, paleontologia, fisica, sismologia, teologia e zoologia. Ma anche senza una comprensione di queste aree, non si può non concludere che un diluvio globale non sia mai avvenuto semplicemente usando il comune buon senso.

Diverse centinaia di anni fa è comprensibile che la gente abbia preso il racconto di un diluvio globale come letterale, ma è quasi incomprensibile che una persona istruita nel ventunesimo secolo prenda questa antica storia letteralmente. I cristiani possono aver accettato la storia di un diluvio globale qualche centinaio di anni fa, mentre la Chiesa stava ancora insegnando che la terra era piatta ed era ignara delle sorprendenti scoperte scientifiche degli ultimi due secoli. Ora comprendiamo in grande dettaglio il movimento dei pianeti e la gravità, la dimensione della terra e delle montagne e la costituzione delle forme di vita. La fisica, la chimica e la biologia sono progrediti al punto che abbiamo viaggi spaziali, aerei, comunicazioni senza cavo e medicina avanzata e ognuna di queste scienze dimostra che un diluvio globale è semplicemente impossibile. Al giorno d’oggi è incredibile che una qualsiasi religione possa insegnare che si è verificato letteralmente un diluvio globale, in particolare la religione che si identifica come guidata da Dio e la “Verità”.

Se questa dottrina della Watchtower non è la verità e non è stata guidata da Dio, quale altra dottrina della Watchtower non è stata Dio a dirigere? Tale dubbio può essere esteso a tutte le dottrine della Watchtower.


Riferimenti

1. L. Vardiman and K. Bousselot, “Sensitivity Studies on Vapor Canopy Temperature Profiles,” Proc. Fourth ICC, 1998, pp.607-618.

2. Soroka, Leonard G. and Charles L. Nelson, 1983. Physical constraints on the Noachian Deluge. Journal of Geological Education p.135

3. Soroka, Leonard G. and Charles L. Nelson, 1983. Physical constraints on the Noachian Deluge. Journal of Geological Education p. 197

4. Camilo Mora, Derek P. Tittensor, Sina Adl, Alastair G. B. Simpson, Boris Worm. How Many Species Are There on Earth and in the Ocean? PLoS Biology, 2011; 9 (8): e1001127 DOI: 10.1371/journal.pbio.1001127

5. Rendsburg, Gary. “The Biblical flood story in the light of the Gilgamesh flood account,” in Gilgamesh and the world of Assyria, eds Azize, J & Weeks, N. Peters, 2007, p.117

6. Andrew George, page 101, “Early Second Millennium BC” in Old Babylonian


Ulteriori informazioni

Wikipedia – Noah’s Ark

Problems with a Global Flood – Mark Isaak

ncse.com/cej/4/1/impossible-voyage-noahs-ark

10 Interesting Facts about Noah’s Ark


Link all’articolo originale: http://www.jwfacts.com/watchtower/flood-noah-global.php

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