Il futuro tetro che la Watchtower ha creato per i Testimoni di Geova Gay

wt-bleak-picture-featured-image-210x210Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Dicembre del 2016.


Il pensiero a breve termine è una mentalità che permea la religione dei Testimoni di Geova. Perennemente in attesa del giorno del giudizio, questa religione attivamente e tacitamente scoraggia la pianificazione a lungo termine. Nel corso dei decenni in cui sono stato un credente, sulla base dell’allarmismo proclamato dal Corpo Direttivo, non era raro sentire fedeli che stimavano che l’Armageddon sarebbe arrivato entro i prossimi 10 anni. Come è stato ben spiegato in altri articoli, le aspettative dei Testimoni di Geova vengono continuamente alimentate con la Fine dei Tempi. In più occasioni, all’avvicinarsi di quel periodo “supposto” per la Fine, sentendo l’imminente fallimento della “predizione”, il Corpo Direttivo apriva disperatamente la “valvola di pressione”, inventandosi nuovi calcoli per una nuova Fine. Per un periodo di tempo l’Armageddon galleggiava alla deriva. Ma, data l’imbarazzante breve memoria del Corpo Direttivo, non passava mai molto tempo prima che nuove dichiarazioni dell’imminente giudizio venissero emanate dal quartier generale. E, di nuovo, privatamente, le truppe semplici di Testimoni di Geova iniziavano a stimare che la fine sarebbe arrivata entro i prossimi 10 anni.

Questa mentalità a breve termine ha un effetto significativo su chiunque sia associato a questa religione. In particolare, ha un profondo impatto sui Testimoni di Geova gay.

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Aspettare Geova

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André è stato uno zelante Testimone di Geova per oltre 30 anni. Era sposato con una “sorella” meravigliosa e hanno avuto tre figli insieme. Tuttavia, ad un certo punto, le cose iniziarono a cambiare per André. Iniziò ad avere dubbi. La sua relazione con Geova iniziò a vacillare. Alla fine lui, insieme a sua moglie e ai suoi figli, smisero di assistere alle adunanze.

Dopo aver “lasciato Geova”, André e sua moglie si separarono consensualmente e ora condividono la custodia dei figli. Dopo essere stato fuori dall’organizzazione per tre anni, un Anziano, che una volta era vicino ad André, lo contattò telefonicamente per cercare di incoraggiarlo a tornare a Geova. Ecco il resoconto di André di quella conversazione.

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Al di fuori della bolla

6a00e554015a2e8834013485797020970c-300x277Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è del Luglio del 2016.


Il mese scorso ha segnato tre anni da quando ho dato le dimissioni da servitore di ministero, gettato via la mia cravatta e lasciato la religione in cui ero stato praticamente per tutta la vita. Sono uscito da un culto coercitivo e, per così dire, sono entrato in uno strano, nuovo mondo.

Uno sguardo al mondo “al di fuori della bolla” ha rapidamente suscitato in me sensazioni e sentimenti che io definisco come “rinviati”. Se hai perso una persona cara, subito una separazione, sofferto di ansia o depressione come Testimone di Geova, ti è stato probabilmente detto di pregare per avere l’aiuto di Geova, leggere la Bibbia o cercare consiglio da parte di membri “maturi” della congregazione.

Tutte le emozioni naturali che si agitano dentro la mente di una persona non vengono mai veramente elaborate. Vengono, invece, respinte o “rimandate”. Perché, d’altronde, prendersi la briga di affrontare questi traumi quando la risposta a tutti i nostri problemi è un utopico futuro paradiso?

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Come la mia vita è cambiata in meglio da quando ho lasciato i Testimoni di Geova

Screen-Shot-2016-07-08-at-22.34.13-300x300Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog.


Dal momento che lo scorso anno ho deciso di andare via dai Testimoni di Geova (JW), ci sono stati molti cambiamenti nella mia vita.

Alcuni di questi cambiamenti, come essere evitato e messo da parte da familiari e amici, sono stati difficili da affrontare. Tuttavia, quando si parla di cosa succede quando si lasciano i Testimoni di Geova, sento che è importante condividere anche il lato più positivo della vicenda .

Pur dovendo affrontare la manipolazione emotiva che la politica dell’ostracismo di questa religione infligge su coloro che se ne vanno, ci sono diversi motivi per cui la mia vita è ora molto più felice e appagante .

Ecco cinque modi in cui la mia vita è migliorata da quando ho deciso di lasciare la religione dei Testimoni di Geova.

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Non sono ammesse ragazze – Crescere come una Testimone di Geova

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La Leadership dei Testimoni di Geova – Le donne non possono farne parte

Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog.


Non sono ammesse ragazze – un tema comune in tutta la mia infanzia. Cresciuta con cugini maschi più grandi, ho dovuto presto imparare a difendermi da sola. Ho combattuto con le unghie e con i denti per il mio posto nella stanzetta dei videogiochi, anche solo per guardare loro giocare. Solo per sentirmi parte del gruppo.

Le regole a cui dovevo sottostare per stare li erano semplici: stare seduta, stare zitta e non lamentarmi. Ah, e per favore, portaci patatine e soda quando te lo chiediamo.

Quello che mi stupisce è che non è mai stato permesso a questa bambina di crescere. Secondo Geova, questo è il ruolo a cui ero destinata per il resto della mia vita:

Stai seduta

Stai zitta

Non ti lamentare

E’ un “privilegio” che ti viene concesso fare le cose per noi quando te lo chiediamo. Ma non otterrai mai il joypad. Non verrà mai il tuo turno di giocare. Non è divertente guardare noi che giochiamo?

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I Testimoni di Geova sono più onesti e morali dei non credenti?

19031864_m.jpgRiproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog.


Quando io e mio marito abbiamo smesso di frequentare le adunanze, ci siamo iscritti ad un torneo di softball. Questo ci ha dato l’opportunità di conoscere altre persone e sostituire gli amici che avevamo perso. La prima cosa che abbiamo notato era quanto queste persone fossero piacevoli, dedite alla famiglia e oneste. Non avevo paura di lasciare i miei effetti personali incustoditi. In realtà, molti lasciavano anche i loro telefoni e portafogli in panchina. In quel momento, mi sono resa conto che anche i non credenti possono essere persone oneste.

Questo è stato un po’ uno shock, perché mi era stato insegnato, fin dall’infanzia, ad aver paura di quelli al di fuori dell’organizzazione. Se fossi rimasta tra le quattro mura dell’organizzazione di Geova, sarei stata protetta dal male. La paura era un sistema per impedirmi di uscire.

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Confessione di un Ex presidente di un Comitato di Assistenza Sanitaria: una vittima può diventare carnefice

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Dieter Parczany – Ex Presidente Comitato Assistenza Sanitaria dei TdG

Questo articolo riporta un estratto del capitolo sette di “Acquiring Freedom From Fundamentalist Religious Thinking” scritto da Dieter Parczany (con il suo pseudonimo Peter Porjohn). L’autore è un membro del team di AJWRB.

Non è facile per me scrivere la mia storia, ma è molto importante per due ragioni. Primo, perché è importante mostrare come, sotto influenza religiosa, una vittima può diventare carnefice e fare del male ad altri. In secondo luogo, voglio essere onesto nel raccontare la mia storia. Non scrivo questo per giustificazione personale o per accusare altri di tutto il male che ho fatto. Non sono solo una vittima, ho la mia parte di colpa. È vero che sono stato indebitamente influenzato ma nessuno mi ha costretto a diventare un Testimone di Geova. Questo è il motivo per cui devo anche riconoscere le mie colpe ed ammetterle apertamente.

Certo, sento di essere stato vittima di una pericolosa influenza religiosa. Il mio pensiero e la mia vita erano dettati e manipolati da una religione che pretende di essere l’unica organizzazione di Dio sulla terra. Ma questo è stato possibile perché ero disposto a credere. Essendo convinto di essere “nella verità” e abbastanza presuntuoso di conoscere la volontà di Dio, anch’io mi sono reso colpevole di aver causato danno ad altri. Sì, altre persone sono diventate vittime a causa mia. Non posso compensare la maggior parte del danno che ho fatto e provo vergogna per le cose che pensavo, dicevo e facevo. È ancora triste e doloroso per me pensare ad alcune delle conseguenze delle mie azioni.

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