Quando i Testimoni di Geova dicono: “Da chi ce ne andremo?”

imagesRiproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Maggio del 2017.


Se sei un attivista riguardo la religione dei Testimoni di Geova o hai la famiglia all’interno di questa religione, potresti trovarti ad affrontare l’obiezione: “Se dovessi lasciare i Testimoni di Geova, dove dovrei andare?” a cui, di solito, si aggiungeranno dichiarazioni come: “Ci possono essere alcuni problemi, ma sono i più vicini alla bibbia di qualsiasi altra religione. Hanno vero amore l’uno per l’altro. Sono gli unici a predicare.” e così via. Come rispondere a queste affermazioni quando li senti da un Testimone di Geova? Potresti sentirti un po’ bloccato in quanto, apparentemente, potrebbero sembrare delle buone argomentazioni, ad una prima occhiata superficiale. Nota, però, quanto segue.

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Il pericolo di giustificare le tue azioni da Testimone di Geova

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Non ti aggrappare ad un errore solo perchè l’hai commesso per molto tempo

Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Maggio del 2017.


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Il JW Broadcasting di Luglio 2016 si concentrava sull’importanza di impegnarsi in molteplici attività per ottenere l’approvazione del Corpo Direttivo. (Per i non-TdG, il Corpo Direttivo è il gruppo di sette uomini che prende tutte le decisioni in merito alle dottine e le politiche della religione dei Testimoni di Geova). In realtà, tutto questo impegno è un modo per rendere i membri della congregazione sempre più devoti e obbedienti. In che senso?

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Vita e Amore oltre la Watchtower: liberarsi dalla trappola degli abusi emotivi

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Organizzazioni e individui narcisistici utilizzano le stesse tattiche nei loro tentativi di controllo

By Sarah Mills

Di recente ho avuto il piacere di unirmi ad un gruppo di supporto Facebook per ex-Testimoni di Geova donne. Leggendo i post, ho notato due fenomeni interessanti.

Il primo che ho notato sono le citazioni e i meme per incoraggiare le donne e aiutarle a riprendersi dall’indottrinamento settario. Erano gli stessi che avevo visto su altri forum a cui avevo aderito dedicati al recupero da relazioni violente. Il secondo erano i post scritti dalle stesse donne del gruppo. Molte erano rimaste coinvolte in relazioni romantiche abusanti, sia psicologicamente che di altro genere. La similitudine non era una coincidenza.

Non sorprende che la vulnerabilità – a causa di una natura empatica, una necessità di stabilità o comunità o una storia di abusi – renda soggetti alla manipolazione. Lo stessa cosa vale sia che una persona sia vittima di una religione coercitiva che di un partner coercitivo. Ma c’è un ulteriore livello per coloro che sono già state vittime della prima. Direi che essere donne in una religione abusante ci predispone a soccombere alle tattiche impiegate da partner psicologicamente abusanti ed emotivamente violenti. Questa osservazione non intende in alcun modo colpevolizzare neanche solo parzialmente le vittime, ma solo cercare di spiegare come le persone sfruttatrici scelgono le loro prede. Spesso sono le nostre migliori qualità a renderci così attraenti per loro.

Anche se questo tipo di abuso non conosce sesso e anche gli uomini possono, e succede, ritrovarsi vittime di abusi emotivi, le donne devono affrontare una dimensione aggiuntiva di controllo coercitivo in una religione come i “Testimoni di Geova“, in cui ci si aspetta che siano deferenti non solo verso l’organizzazione, ma anche verso i loro mariti. L’unico modo per liberarsi da questo ciclo di abusi è quello di potenziare noi stessi con la conoscenza districando la complessa rete di strategie utilizzate dagli abusatori ed esaminando il modo in cui questo trattamento è razionalizzato dalle loro vittime.

In questo articolo farò spesso riferimento all’abuso narcisistico, in quanto è molto simile alla manipolazione calcolatrice, intenzionale e di sfruttamento che un’organizzazione coercitiva come la Watchtower utilizza nella sua retorica. Userò anche la parola “vittima” per chiarezza e semplicità, ma coloro che hanno subito abusi psicologici sono molto più di questa parola. Sono sopravvissuti, induriti e forgiati in un crogiolo destinato alla distruzione della loro salute mentale, della loro autostima, fiducia e speranza. E non è un’esagerazione dire questo.

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Battesimo dei bambini: il problema del consenso

Baptism-of-Children-Consent.jpgLa questione del consenso di una persona a favore di una determinata azione è una parte fondamentale delle nostre relazioni sociali, sia che si tratti di interazioni personali che di gruppo. Per partecipare a qualsiasi relazione sociale una persona deve, ad un certo livello, acconsentire a tale partecipazione. Perché il consenso si verifichi, una persona deve sapere a che cosa sta acconsentendo e deve avere la libertà di dire “si” o “no”. Se uno di questi criteri manca o non è valido, non può esserci un vero consenso.

Ad esempio, una persona che “acconsente” ad unirsi ad un gruppo deve essere pienamente consapevole delle regole del gruppo. La mancata divulgazione delle regole prima della concessione del consenso sarebbe disonesto da parte del gruppo e renderebbe quindi qualsiasi “consenso” implicito non valido. E’ così in tutti i contratti legali, sia scritti che verbali. Entrambe le parti devono chiaramente dichiarare a cosa si sta acconsentendo prima che il contratto venga validato. Nascondere delle informazioni vitali invalida il contratto. Tuttavia, se tutti gli articoli del contratto sono chiaramente enunciati e una delle parti rifiuta di leggere gli articoli, spesso indicati come “scritte in piccolo”, allora tale rifiuto viene considerato come piena accettazione del contratto, che è quindi valido.

Detto questo, possiamo quindi ragionare sui bambini e la questione del consenso.

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Dissonanza cognitiva e Testimoni di Geova

fetstinger-2-300x240.jpgNel suo rivoluzionario libro del 1956, When Prophecy Fails, Leon Festinger rapisce il lettore già dal suo primo paragrafo:

Un uomo con una convinzione è un uomo difficile da cambiare. Digli che non sei d’accordo e lui si allontanerà. Mostragli fatti o prove e lui metterà in discussione le tue fonti. Fai appello alla logica e non riuscirà ad afferrare il punto.

Questa descrizione di un “uomo con una convinzione” potrebbe facilmente essere applicata a molti Testimoni di Geova “apocalittici”. Dato che le intuizioni di Festinger sulla dissonanza cognitiva sembrano descrivere i TdG, presenterò la mia recensione in questo modo:

Supponiamo che ad un TdG vengano presentate prove innegabili del fatto che le sue convinzioni siano sbagliate. Cosa accadrà? Ne uscirà non solo imperturbato ma ancora più convinto rispetto a prima della veracità delle sue convinzioni. In realtà, il TdG potrebbe mostrare un rinnovato zelo nel cercare di convincere e convertire altre persone alla sua opinione.

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Esperienze

intervista

Inauguriamo una nuova sezione del blog, esperienze, con il racconto di un giovane nato e cresciuto nella cosiddetta “verità”.

La sezione sarà accessibile dal menu in alto del sito e riporterà i link alle singole esperienze. Potete inviare le vostre testimonianze se desiderate condividerle con altri.

Nel caso in questione mi è stato chiesto di rimuovere riferimento a nomi di persone o luoghi.

 

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Come lasciare tuo marito con la benedizione di Dio in 3 semplici mosse

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By Ex-JW Sisters

In un precedente articolo avevo discusso dei tre motivi per cui la Watchtower consente la separazione dal coniuge. Ho pensato molto a questo dopo averlo scritto e credo che valga la pena spendere un po’ più di tempo sull’argomento, in quanto fa luce su come vengono considerate le donne all’interno dell’organizzazione.

Per riassumere, i tre motivi sono:

  • Adulterio
  • Il coniuge non provvede materialmente alla famiglia
  • Il coniuge mette a seriamente a rischio la tua spiritualità

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