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Di Richard E. Kelly

Nel rivoluzionario libro di Robert Jay Lifton, Riforma del pensiero e Psicologia del Totalitarismo, Lifton descrive gli otto metodi di controllo che alcuni gruppi pseudo-religiosi utilizzano per manipolare psicologicamente le menti dei loro adepti.

Nel 1961, Lifton usava l’espressione riforma del pensiero per descrivere la manipolazione psicologica, mentre oggi la maggior parte delle persone preferisce utilizzare l’espressione controllo mentale, condizionamento o lavaggio del cervello.

Ma quali sono questi otto metodi o criteri di condizionamento? La Watchtower, utilizza qualcuno di questi metodi per condizionare il pensiero e il comportamento di otto milioni di testimoni di Geova? Per rispondere a questa domanda, cerchiamo di analizziamo questi metodi:

Controllo ambientale – I gruppi religiosi manipolativi dicono ai loro adepti che le uniche informazioni di cui hanno bisogno provengono dal leader del gruppo. Alcune informazioni saranno addirittura deliberatamente trattenute e distorte. Un adepto avrà accesso a diversi livelli di informazione, a seconda della posizione che ricopre all’interno del gruppo.

Agli adepti viene detto di non fidarsi di qualsiasi materiale critico verso il gruppo e viene scoraggiata la lettura di materiale che non viene stampato dal gruppo. Gli adepti non devono stringere amicizie con le persone che non fanno parte del gruppo, o associarsi con ex-membri del gruppo. L’istruzione superiore non è vista di buon occhio, e il tempo libero deve essere utilizzato solo in attività che il gruppo approva.

Manipolazione mistica – Il leader del gruppo attribuisce arbitrariamente il sostegno di Dio ai suoi progetti, successi, eventi speciali, aumenti numerici, cause legali vinte, progetti di costruzione e contributi finanziari che più si adattano ai suoi interessi, ecc

Gli adepti sono incoraggiati ad avere una fiducia quasi infantile in tutto ciò che viene insegnato dal leader. Il gruppo è l’unico attraverso cui Dio opera. Gli adepti sono stati “scelti”. Sono gli unici nel mondo che sanno quale sia il vero scopo nella vita e che quindi lo soddisfano. In tal modo, essi perdono la loro capacità di pensiero critico e non sono in grado di esercitare la loro indipendenza e le proprie decisioni riguardo alle credenze del gruppo e in materia di diritti umani fondamentali.

Il gruppo è fatto in modo di dare la sensazione di avere uno scopo più nobile rispetto a quelli al di fuori del gruppo; gli adepti saranno salvati e premiati a motivo del fatto che appartengono al gruppo. Tutte le cose devono essere fatte in funzione di questo scopo più nobile. Viene data molto risalto ai problemi della gente del mondo e vengono attribuiti questi problemi al fatto di non appartenere al gruppo.

Richiesta di purezza – Il gruppo impone regole irragionevoli e standard irraggiungibili ai suoi adepti. La vergogna per non riuscire a raggiungere questi standard, in un simile contesto, viene gradualmente interiorizzata dagli adepti come senso di colpa, aumentando ulteriormente la loro dipendenza dal leader del gruppo. Gli individui possono facilmente sentirsi inadeguati e sono sottomessi, dato che, a motivo della manipolazione mistica che contribuisce a convalidare le regole del leader, la discussione critica non è consentita.

La perfezione e la lotta contro il peccato, che è definito dal leader del gruppo, vengono continuamente sottolineate, insieme alla paura di ciò che accadrà se uno non riesce nella lotta, o lascia il gruppo. Queste regole mantengono gli adepti isolati dal mondo esterno e dipendenti dal gruppo.

La purezza del gruppo, conosciuta come “l’organizzazione di Dio”, viene costantemente definita e ridefinita dal leader del gruppo. Coloro che non partecipano a tutte le riunioni e attività del gruppo sono “spiritualmente deboli”.

Confessione – Vi è una lotta costante per quanto riguarda cosa rivelare e cosa mantenere segreto, ma gli adepti sentono il bisogno di confessare i loro pensieri, le loro esperienze e tutto ciò che il gruppo considera peccato, cattiva condotta sessuale e riportare episodi di dissenso.

Gli adepti sono incoraggiati ad andare dai capigruppo locali a confessare i propri peccati. Questioni molto personali saranno così confessati a uomini non qualificati e senza istruzione. Questo può includere episodi segreti di fumo o alcolismo. O se un giovane “ha un problema con la masturbazione” viene previsto che debba confessarlo.

Ci saranno quindi membri che si confessano regolarmente, o esprimono l’ansia di avere “cattivi pensieri”, di essere in un costante stato di incertezza e indegnità di fronte a Dio. La confessione fonde gli adepti con il gruppo ed i suoi obiettivi. E quando agli adepti viene fatto capire che sono le loro mancanze la causa di questi sentimenti, si sentono ancora più senza speranza, più colpevoli e più in bisogno di impegnarsi nel gruppo.

Sacra conoscenza – Gli insegnamenti del gruppo sono presentati come la verità ultima e scientificamente corretta. È la Verità, che Dio rivela solo al leader del gruppo e che non deve essere messa in discussione perché significherebbe mettere in discussione Dio. E’ la vera conoscenza che, se seguita, darà agli adepti la vita eterna o la salvezza.

Le credenze e le norme del gruppo sono descritte come perfette, assolute e non negoziabili. Regole e procedimenti devono essere seguiti senza metterli minimamente in discussione.

Linguaggio caricato – Il linguaggio del gruppo, la sua scelta di parole, ha lo scopo di costruire un pensiero di gruppo e spegnere la capacità di pensiero critico. Il linguaggio di gruppo spinge gli adepti a censurare, modificare o rallentare qualsiasi manifestazione spontanea di critica o idee diverse da quelle del gruppo. Ben presto gli adepti trovano più facile parlare tra di loro che con gli estranei, ai quali vengono affibbiati termini dispregiativi come “mondani” o “apostati”.

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