I Testimoni di Geova riconoscono che le persone hanno il diritto di cambiare religione, basta che non sia la loro

hypocrisyRiproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Maggio del 2017.


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Il sito ufficiale dei Testimoni di Geova, JW.org, ha una sezione “Domande Frequenti” che, tra le altre, affronta la questione se i Tdg costringano o meno le persone a cambiare religione (qui). Secondo la loro risposta, loro non costringono nessuno a cambiare religione e sono d’accordo con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo quando afferma che una persona dovrebbe avere la libertà di cambiare religione. Secondo il sito web JW.org:

questi diritti implicano l’obbligo di rispettare il diritto degli altri sia di mantenere le loro convinzioni sia di respingere le idee su cui non sono d’accordo

Questa è un’affermazione molto interessante e per “interessante” intendo scandalosamente ipocrita e l’ennesimo esempio di assoluta disonestà da parte loro. I Testimoni di Geova affermano che le persone hanno il diritto di cambiare religione e che meritano “rispetto” quando esercitano tale diritto, ma questo non è quello che offrono a coloro che lasciano la LORO religione. Non solo a coloro che scelgono di lasciare la religione dei Testimoni di Geova non viene mostrato alcun rispetto ma queste persone sono punite nel modo peggiore in assoluto. Considera quanto segue.

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I confusi, intricati e contraddittori insegnamenti fondamentali dei Testimoni di Geova spiegati da un ex Anziano

confRiproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Marzo del 2017.


BY SPIKERAYNOR

Ho scritto su vari aspetti della vita da Testimone di Geova, attingendo ad oltre 30 anni di esperienza. Ho passato quasi dieci anni di servizio come Anziano, anni in cui ho servito pure come Segretario e Coordinatore del Corpo degli Anziani. Ero giovane quando ho ottenuto queste posizioni, ma ho così avuto la possibilità di vedere l’organizzazione in un modo che la maggior parte dei Testimoni di Geova non farà mai. Ho anche trascorso una settimana alla Betel di Patterson (una delle sedi centrali dei Testimoni di Geova) per una loro scuola degli Anziani. Quella scuola era fondamentalmente una sessione di addestramento, o forse ri-addestramento, degli Anziani per assolvere meglio i doveri organizzativi nelle loro congregazioni. La mia esperienza complessiva mi permette di filtrare gli insegnamenti della Watchtower e presentarli nella loro vera essenza, che è quello che cercherò di fare adesso. Fortunatamente, questo è un compito molto semplice.

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Watchtower: un’organizzazione che non chiede scusa

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Dopo cinque anni di indagini, tanto duro lavoro e molte testimonianze di vittime coraggiose, sono emersi risultati positivi dalla Australia’s Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse. Uno dei più importanti è il National Redress Scheme ideato per, come dice il sito Web (www.nationalredress.gov.au), “persone che hanno subito abusi sessuali su minori nelle istituzioni“.

Le audizioni pubbliche del Case Study 29: Testimoni di Geova, si sono svolte a Sydney dal 27 luglio al 14 agosto 2015. Nell’ottobre del 2016, la Commissione ha pubblicato un rapporto. I risultati hanno rilevato problemi sistemici su come i Testimoni di Geova, la Watchtower Bible & Tract Society of Australia, rispondono alle accuse di abusi sessuali su minori. Successivamente, nel suo Rapporto finale, la Commissione ha elencato le raccomandazioni per l’organizzazione dei Testimoni di Geova, tra le quali:

• … abbandonare l’applicazione della regola dei due testimoni nei casi che riguardano denunce di abusi sessuali su minori
• … rivedere le politiche in modo che le donne siano coinvolte nei processi relativi alle indagini e alla determinazione delle accuse di abuso sessuale di minori
• … non richiedere più ai suoi fedeli di ostracizzare coloro che si dissociano dall’organizzazione nei casi in cui il motivo della dissociazione è legato al fatto che una persona è stata vittima di abusi sessuali su minori

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La stessa relazione finale formula raccomandazioni per un sistema di ricorso che “sia considerato dai sopravvissuti in grado di offrire giustizia“. Alcuni di questi consigli sono:

• scuse dell’organizzazione
• l’opportunità di incontrare un rappresentante senior dell’organizzazione e ricevere un riconoscimento dell’abuso e del suo impatto su di loro
• un’assicurazione o impegno da parte dell’organizzazione che ha adottato o adotterà misure per proteggere i minori da ulteriori abusi

Questo ci porta al 21 ottobre 2018. Come riportato da Reuters, il Primo Ministro Australiano Scott Morris ha offerto una rara dichiarazione di scuse nazionali alle vittime di abusi sessuali su minori nelle istituzioni e alle loro famiglie. Anche se tali scuse non potranno mai rimuovere il dolore con cui sopravvivono gli abusati a causa del loro trauma, tali gesti simboleggiano la buona volontà e possono essere un passo vitale nel processo di guarigione. Può dimostrare alle vittime che, nonostante i fallimenti delle istituzioni, i migliori interessi delle vittime saranno la priorità per il futuro.

Per i Testimoni di Geova in Australia, avrebbe potuto essere un’occasione per dimostrare che la loro organizzazione ha compiuto sforzi concertati per prevenire futuri abusi, proteggere i suoi membri e rimediare alle negligenze passate. Diciamo che “avrebbe potuto essere” perché l’assenza della Watchtower nelle scuse nazionali in Australia non avrebbe potuto essere più notevole.

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L’amore e la giustizia ci proteggono dalla malvagità

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Analisi delle dichiarazioni dei testimoni di Geova riguardanti la protezione dei minori

Geova Dio odia ogni tipo di malvagità“, recita la frase di apertura dell’articolo di studio della Torre di Guardia di Maggio 2019. Il titolo dell’articolo è “L’amore e la giustizia ci proteggono dalla malvagità“.

Questa frase di apertura rivela la difficoltà nell’esaminare le credenze e le pratiche religiose e il linguaggio usato per supportare tali credenze. Spesso è soggettivo. Cos’è la malvagità? Chi è responsabile della sua definizione?

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Per la stragrande maggioranza dell’umanità, la “malvagità” potrebbe essere identificata con genocidio, omicidio, pregiudizio, omofobia o persino l’uccisione di animali. Eppure per le religioni fondamentaliste, questi mali della società diventano in qualche modo “volontà di Dio” quando la definizione di “malvagità” viene data dagli uomini che guidano tali religioni.

Questo articolo esamina il linguaggio accuratamente programmato dell’articolo della Torre di Guardia che sarà studiato nelle congregazioni dei Testimoni di Geova in tutto il mondo Domenica 14 luglio 2019.

Il mondo è cambiato rapidamente negli ultimi 20 anni. I social media, la tecnologia e il giornalismo investigativo si sono fusi in una forza potente per denunciare gli abusi sui minori e il massiccio insabbiamento globale da parte di religioni e altre istituzioni.

I Testimoni di Geova sono attualmente sotto inchiesta in diversi paesi e giurisdizioni per aver occultato documenti che rivelano che loro Anziani e alti funzionari non hanno denunciato abusi sui minori sin dall’inizio di questa religione.

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“Dio deve avere un’organizzazione”

Traduzione del video del fondatore di JWSurvey

Ciao. Questo video è un’aggiunta ad un video che ho fatto recentemente, intitolato “Le due ragioni per cui i Testimoni di Geova credono“. Come dicevo in quel video, ci sono molte ragioni per cui qualcuno potrebbe giustificare le proprie credenze religiose ma sembra che per i Testimoni di Geova, quando parlo con loro, tutti si riduce ad una di queste due ragioni: “Beh, Gesù ha scelto la nostra organizzazione nel 1919 e tu non puoi dimostrare che non è così” o quello che io chiamo il giochino della check list per cui un Testimone di Geova dice “Beh, la nostra religione fa questo e quello e insegna questo e quell’altro e quindi è la verità”.

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Aspettare Geova

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André è stato uno zelante Testimone di Geova per oltre 30 anni. Era sposato con una “sorella” meravigliosa e hanno avuto tre figli insieme. Tuttavia, ad un certo punto, le cose iniziarono a cambiare per André. Iniziò ad avere dubbi. La sua relazione con Geova iniziò a vacillare. Alla fine lui, insieme a sua moglie e ai suoi figli, smisero di assistere alle adunanze.

Dopo aver “lasciato Geova”, André e sua moglie si separarono consensualmente e ora condividono la custodia dei figli. Dopo essere stato fuori dall’organizzazione per tre anni, un Anziano, che una volta era vicino ad André, lo contattò telefonicamente per cercare di incoraggiarlo a tornare a Geova. Ecco il resoconto di André di quella conversazione.

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