Il futuro tetro che la Watchtower ha creato per i Testimoni di Geova Gay

wt-bleak-picture-featured-image-210x210Riproponiamo alcuni articoli di interesse comune che magari sono passati inosservati o a beneficio dei nuovi lettori del blog. Questo è di Dicembre del 2016.


Il pensiero a breve termine è una mentalità che permea la religione dei Testimoni di Geova. Perennemente in attesa del giorno del giudizio, questa religione attivamente e tacitamente scoraggia la pianificazione a lungo termine. Nel corso dei decenni in cui sono stato un credente, sulla base dell’allarmismo proclamato dal Corpo Direttivo, non era raro sentire fedeli che stimavano che l’Armageddon sarebbe arrivato entro i prossimi 10 anni. Come è stato ben spiegato in altri articoli, le aspettative dei Testimoni di Geova vengono continuamente alimentate con la Fine dei Tempi. In più occasioni, all’avvicinarsi di quel periodo “supposto” per la Fine, sentendo l’imminente fallimento della “predizione”, il Corpo Direttivo apriva disperatamente la “valvola di pressione”, inventandosi nuovi calcoli per una nuova Fine. Per un periodo di tempo l’Armageddon galleggiava alla deriva. Ma, data l’imbarazzante breve memoria del Corpo Direttivo, non passava mai molto tempo prima che nuove dichiarazioni dell’imminente giudizio venissero emanate dal quartier generale. E, di nuovo, privatamente, le truppe semplici di Testimoni di Geova iniziavano a stimare che la fine sarebbe arrivata entro i prossimi 10 anni.

Questa mentalità a breve termine ha un effetto significativo su chiunque sia associato a questa religione. In particolare, ha un profondo impatto sui Testimoni di Geova gay.

Mentalità a breve termine e due piccole storie

La maggior parte di voi avrà già sentito il termine “Gaydar”. E’ la presunta capacità di una persona gay di riconoscere un’altra persona gay. Anche se non è un concetto accurato al 100%, presenta in qualche modo una verità. Durante il mio tempo trascorso alla Betel e in varie congregazioni mi sono imbattuto in un certo numero di individui che presumevo fossero gay. Alcuni avevano manierismi evidenti dello stereotipo dei maschi omosessuali. Altri che avevano un “modo di fare etero” erano un po’ più difficili da identificare. Questo era il caso più comune.

E’ stato il riconoscimento delle sottili, incoscienti azioni – che rispecchiavano quelli nella mia vita – che alla fine li “tradiva”. Per vari motivi, nonostante il fatto che fossi stato cresciuto come Testimone di Geova, tendevo a guardare la vita dal punto di vista di una prospettiva a lungo termine. Non nego che anch’io aspettavo con ansia, sperando che l’Armageddon mi liberasse dal dover affrontare una vita da gay recluso. Eppure, quando si è trattato di altre decisioni nella mia vita, ho avuto la tendenza a piazzare le mie scommesse, ancora prima di rendermi conto che La Verità fosse una menzogna. Così, è stato esaminando le vite di altri giovani Testimoni di Geova gay che sono stato in grado di vedere gli effetti deleteri della pianificazione a breve termine incoraggiata da questa religione. Le seguenti sono le storie di decisioni prese da due Testimoni di Geova gay, influenzate e indirizzate dalle politiche Watchtower. Ho cambiato alcuni dettagli per evitare di identificare le persone di cui sto parlando, ma non l’impatto sulla loro vita di questa mentalità a “breve termine”.

La storia di Julio

Uno dei classici e più evidenti segni del fatto che un giovane è probabilmente gay è la mancanza di interesse per le ragazze. So che questo sembrerà ovvio, ma a volte è più difficile da riconoscere quando questo viene nascosto dietro la plausibile scusa di “perseguire gli interessi del Regno”. Voglio dire, questa è la scusa dietro cui io mi sono nascosto con successo per molti anni. Il fatto è che, indipendentemente da quanto uno sia impegnato nel servizio alla Watchtower, le ragazze finiscono nelle conversazioni dei Testimoni di Geova etero in maniera molto naturale e molto, molto regolarmente. Riferirsi all’interesse dei giovani Testimoni di Geova verso le ragazze come una sorta di ossessione non è affatto un’esagerazione. Così, quando un giovane Testimone di Geova, senza evidenti problemi fisici o mentali, non mostra lo stesso interesse, questo è generalmente un segno evidente del suo essere gay.

E questo era Julio.

Avevamo trascorso circa tre anni nella stessa congregazione e, appena compiuto 18 anni, ha iniziato a chiedermi di uscire. Sempre pronto ad aiutare i membri della congregazione più giovani, ho ritagliato del tempo nel mio programma. Non ci volle molto prima che divenni una sorta di fratello maggiore per lui. Non passò molto tempo per realizzare che non parlava mai di ragazze, se non nel modo “studiato” in cui i Testimoni di Geova gay imparano a parlarne. Le sue scuse per non avere degli appuntamenti erano le tipiche: “Non ho fretta di sposarmi”, “Voglio godermi la giovinezza”, “Voglio aspettare fino a quando non avrò 30 anni”. Tutte dichiarazioni sobrie, nobili, se non provenissero dalla bocca di un classico 18-enne in piena tempesta ormonale.

In più, anche io utilizzavo le stesse scuse.

Dopo queste iniziali osservazioni, una serie di incidenti innocenti, ma estremamente peculiari, mi confermarono del tutto la sua preferenza sessuale.

E poi arrivò la mentalità a breve termine.

Quando si vive con la convinzione che i propri problemi spariranno in 10 anni c’è poco altro di così urgente. Ho visto Julio rinunciare a qualsiasi tipo di istruzione e formazione perché, mi disse, “Sono convinto che la fine arriverà nei prossimi cinque anni“. L’ho visto costringere se stesso nel tentativo di raggiungere il requisito mensile di ore come ministro a tempo pieno o Pioniere (era evidente che non era una cosa che voleva veramente fare). L’ho visto, mentre all’inizio dei suoi 20 anni, intraprendeva la tipica vita disinteressata di un giovane Testimone di Geova, fatta di videogiochi, film, uscire con l’amico e servizio di Pioniere.

Nel frattempo viveva in una delle città più costose della East Coast. E in una delle parti più costose della città. La sua unica salvezza era il fatto che vivesse ancora con i suoi genitori in alloggi sovvenzionati dal governo. Questo gli ha fatto completamente perdere di vista quello che, finanziariamente, era in serbo per lui. Per sopravvivere in una zona come quella è necessaria almeno una delle due cose: 1) un’ottimo stipendio o 2) un’altra persona che vive con te. E’ meglio averle entrambe, comunque.

Dal momento che era stato convinto da un anziano di congregazione, ben intenzionato, a non proseguire gli studi di qualsiasi tipo, l’opzione 1 se l’era già giocata. Ma il suo essere gay significa che anche l’opzione 2 è fuori discussione. Certo, potrebbe dividere una stanza con un altro ragazzo. Ma se questa persona è un Testimone di Geova etero, prima o poi, per questo ragazzo suoneranno le campane di nozze e Julio tornerà al punto di partenza. E più Julio si farà vecchio, meno saranno le sue opzioni. Molto presto dovrà trasferirsi fuori dal suo quartiere e avrà la necessità di spostarsi in una zona più povera della città. L’unico modo per evitare questo triste scenario sarà quello di tornare nella casa in edilizia convenzionata dei suoi genitori.

Con un tremendo uno-due, il Corpo Direttivo ha paralizzato in modo significativo la sua vita in un modo che non è immediatamente evidente, ma sarà molto difficile da recuperare. A 20 anni è già stato inscatolato senza nemmeno rendersene conto.

Ho visto l’ultima volta Julio più o meno negli ultimi due anni del periodo di cinque anni in cui era convinto che sarebbe venuta la fine. Naturalmente, quando questa data arriverà sarà lui stesso ad aprire la valvola di pressione delle proprie aspettative, perché questo è ciò che si fa quando si ha letteralmente tutto da perdere lasciando una religione. Il fatto è che questo Corpo Direttivo è a corto di modi per rimescolare le sue profezie sulla Fine. Ma fra 10 anni, quando ci sarà stato un sufficiente turnover nel Corpo Direttivo, il nuovo gruppo di falsi profeti potrà premere di nuovo il pulsante del reset.

A quel punto, sia che Julio lo vorrà ammettere a se stesso o no, la sua prospettiva di vita sarà molto cupa.

La storia di Brian

Se ci fosse mai stato un “giovane Testimone della porta accanto” sarebbe stato Brian: sorriso perfetto, ben visto nella congregazione, buon progresso nella scala spirituale, ha subito intrapreso il ministero a tempo pieno dopo il liceo.

Ero seduto accanto a Brian una sera a guardare un film quando scoprii che avevamo qualcosa in comune. La mamma che ospitava l’evento iniziò a distribuire cuscini e coperte per il mucchio di ragazzi che ingombravano il suo salotto. La mamma mi lasciò un cuscino in grembo e Brian immediatamente lo tirò verso di se per coprire le nostre gambe. Quando le luci si abbassarono si spostò abbastanza vicino da far toccare le nostre gambe. Pochi secondi dopo, mi sussurrò in maniera piuttosto criptica: “Il mese prossimo compirò 18 anni”. Ora forse ho creato qualcosa dal nulla, ma per me questa affermazione indicava il suo desiderio di iniziare una relazione gay di qualche tipo con me. Aveva chiaramente usato il Gaydar su di me!

Essendo una persona con delle responsabilità nella congregazione (ero cioè un servitore di ministero) ho stretto i denti e rifiutato di afferrare l’allettante esca che Brian aveva messo davanti a me. Da quel giorno in poi Brian è stato costantemente alla ricerca di opportunità di toccarmi, inciamparmi addosso o, comunque, di avere una sorta di contatto fisico “accidentale”. Anche se queste attenzioni mi facevano molto piacere, alla fine gli dissi che doveva smetterla. Come il passare degli anni faceva ancora piccole cose simili, ma era più contenuto. Cambiò congregazione pochi anni dopo e poco dopo io mi trasferii fuori città. Colsi l’opportunità di scrivergli una lettera incoraggiante, anche se vaga. Sapevo che avrebbe letto tra le righe e capito. Gli dissi che la nostra era la stessa lotta, sembrava un po’ ingiusto ma gli dissi di “perseverare, Geova ti darà la forza”. Sono sicuro di aver anche citato 1 Pietro 5:9,10.

Rispose alla lettera ringraziandomi per le mie parole e dicendo che era una delle lettere più incoraggianti che avesse mai ricevuto. Pochi anni dopo lasciò il paese per fare il missionario. E’ l’approccio “resta occupato” in cui cadono spesso i gay TdG. Poi, qualche anno dopo, ricevetti un messaggio da lui: stava per sposarsi. Ora, non esisteva alcun dubbio nella mia mente che Brian fosse gay. Nessun dubbio. Eppure, stava parlando di matrimonio. Perché? O 1) credeva di essere “guarito” o 2) credeva che il matrimonio lo avrebbe “guarito”.

Anch’io ho provato l’opzione #1 quando ero adolescente.

Certo, con molto dolore emotivo e un quasi continuo sforzo mentale, si possono sopprimere i desideri omosessuali. Ma non scompaiono mai. E’ come un ragazzo che davanti una fila di ragazze succhia in dentro il ventre flaccido per apparire più in forma. L’ho fatto per un bel po’, ma questo mi stava facendo andare fuori di testa.

Certo, sempre meglio dell’opzione #2.

Quando ricevetti, tramite sms, la foto di lui e della sua fidanzata, questo mi riempì di tristezza. Brian stava vivendo una menzogna, una di quelle ad alto rischio. Ho pensato: “Cosa succederà se non riuscirà a resistere con questo inganno?”, “Quanto si sentirà umiliata sua moglie se un giorno la tradirà con un altro uomo?”, “E se dovessero avere un figlio?”, “In che modo una tale rivelazione influirà su quel bambino?”.

Purtroppo, non è l’unico Testimone di Geova gay sposato ad una donna per necessità. Dei miei anni alla Betel ricordo una fotografia su una brochure molto popolare che doveva essere rilasciata al pubblico. La foto fu rimossa perché il marito era stato scomunicato per avere avuto una storia gay. In uno dei pochi casi in cui ho parlato ad un fratello della mia sessualità, questo si prese la briga di avvertirmi: “Qualunque cosa tu faccia, non sposarti“. (Anche se in un’altra occasione ho ricevuto il consiglio esattamente opposto: “Non pensi che se trovassi una bella sorella tutto questo andrebbe via?“).

Il fratello che mi aveva consigliato di non sposarmi aveva familiarità con il problema. Sapeva di numerosi casi reali in cui Testimoni di Geova gay erano rimasti intrappolati in matrimoni etero, con tutte le dolorose conseguenze. Consigliare ad un gay di sposare una donna è una soluzione che può essere offerta solo da una persona eterosessuale che attinge ad un vasto pozzo di profonda ignoranza.

Vorrei chiedere agli eterosessuali che stanno leggendo questo articolo di prendere in considerazione ciò che viene chiesto ad un Testimone di Geova gay. Immaginate di essere un maschio etero. Ora, immaginate di dover tornare a casa ogni giorno a baciare un altro uomo. Immaginate di dover essere sessualmente intimi con un altro uomo in maniera regolare. Immaginate di piangere con un uomo, abbracciare un uomo, consolare un uomo. La sola idea vi provoca repulsione? Potete tranquillamente dire “Sì”, lo capisco, davvero. Dal vostro punto di vista sembra assolutamente innaturale. Ma questo è esattamente quello che una persona gay, intrappolata all’interno di un matrimonio etero, deve fare sette giorni alla settimana, 365 giorni l’anno, anno dopo anno.

Ed è esattamente quello che Brian sta facendo.

Cioè, quello che Brian farà fino a quando riuscirà a mantenere la sua pancia “aspirata”. Finché rimarrà mentalmente irreggimentato e non perderà la presa. Perché se lo farà, sarà finita. La sua vita crollerà attorno a lui. Quando Brian ha preso la decisione di sposare una donna, dubito seriamente che abbia riflettuto su tutto questo. Fortunatamente per lui, La Fine è proprio dietro l’angolo.

Riscaldatevi e saziatevi

Alcuni potrebbero obiettare che le religioni fondamentaliste, come i Testimoni di Geova, calano pesanti mazzate sulla vita personale di tutti i loro aderenti. Questo è vero. Altri potrebbero aggiungere che le donne single TdG devono affrontare delle situazioni finanziarie similmente desolanti. Questo è vero pure. La differenza, però, si chiama “speranza”.

C’è sempre la possibilità che una Testimone di Geova single possa trovare un marito. Se non succede, verrà lodata dalla congregazione per la propria fede. Curiosamente, potrebbe anche sposare un non-TdG ed essere ancora accettata nella congregazione. Per i Testimoni di Geova Gay non esiste alcuna di queste possibilità. Non c’è alcuna speranza e non esiste certamente alcuna pietà.

Col passare degli anni il livello di istruzione necessario a sostenere una vita dignitosa continua a salire, così come il costo della vita. Niente riguardo al futuro sembra essere facile. Nel frattempo i membri del Corpo Direttivo sono nelle loro posizioni di prestigio. Hanno i loro coniugi. Non avranno mai bisogno di soldi. Continueranno ad incoraggiare la mentalità a breve termine perché questa è ciò che mantiene la gente su di giri nel costruire una nuova sede e continuare a bussare alle porte quando nessuno è interessato. E, soprattutto, permette alle donazioni di continuare ad arrivare.

Il futuro di Julio è ancora in fase di sviluppo. Quello di Brian… non lo so. Spesso mi chiedo se sia ancora sposato, intrappolato li. In ogni caso, dubito che le loro storie avranno un lieto fine. E questo mi riempie di una tristezza opprimente. Erano amici per cui provavo un grande affetto. Ma le politiche della Watchtower dipingono un ritratto molto triste di tutti coloro che la seguono, soprattutto se sono gay.

Il Corpo Direttivo è fuori dai problemi finanziari del gregge ed indifferente alle lotte emotive di chi ha attrazione sessuale per persone dello stesso sesso. Questo fatto è evidente nelle rare occasioni in cui menzionano coloro che affrontano queste lotte. I leader della Watchtower offrono soluzioni poco pratiche, dai colori sgargianti e una semplice risposta:

La fine è proprio dietro l’angolo. Continuate ad essere fedeli a Geova ed Egli si prenderà cura di voi. Andate in pace, riscaldatevi e saziatevi.


Fonte del materiale: http://avoidjw.org/2016/11/watch-tower-creates-bleak-future-gay-jehovahs-witnesses/

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