Confessione di un Ex presidente di un Comitato di Assistenza Sanitaria: una vittima può diventare carnefice

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Dieter Parczany – Ex Presidente Comitato Assistenza Sanitaria dei TdG

Questo articolo riporta un estratto del capitolo sette di “Acquiring Freedom From Fundamentalist Religious Thinking” scritto da Dieter Parczany (con il suo pseudonimo Peter Porjohn). L’autore è un membro del team di AJWRB.

Non è facile per me scrivere la mia storia, ma è molto importante per due ragioni. Primo, perché è importante mostrare come, sotto influenza religiosa, una vittima può diventare carnefice e fare del male ad altri. In secondo luogo, voglio essere onesto nel raccontare la mia storia. Non scrivo questo per giustificazione personale o per accusare altri di tutto il male che ho fatto. Non sono solo una vittima, ho la mia parte di colpa. È vero che sono stato indebitamente influenzato ma nessuno mi ha costretto a diventare un Testimone di Geova. Questo è il motivo per cui devo anche riconoscere le mie colpe ed ammetterle apertamente.

Certo, sento di essere stato vittima di una pericolosa influenza religiosa. Il mio pensiero e la mia vita erano dettati e manipolati da una religione che pretende di essere l’unica organizzazione di Dio sulla terra. Ma questo è stato possibile perché ero disposto a credere. Essendo convinto di essere “nella verità” e abbastanza presuntuoso di conoscere la volontà di Dio, anch’io mi sono reso colpevole di aver causato danno ad altri. Sì, altre persone sono diventate vittime a causa mia. Non posso compensare la maggior parte del danno che ho fatto e provo vergogna per le cose che pensavo, dicevo e facevo. È ancora triste e doloroso per me pensare ad alcune delle conseguenze delle mie azioni.

La morte di mio figlio

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Manuel Parczany

Questa è, probabilmente, la parte più difficile della mia confessione. Quando mio figlio Manuel aveva sei anni, si ammalò. Soffriva di un Linfoma non Hodgkin a cellule T. Questo è un cancro sistemico che può colpire tutto il corpo, il cervello e il midollo osseo. Inizialmente venne sottoposto a chemioterapia e radioterapia alla testa. Per sei mesi ricevette questo trattamento mentre era nel reparto oncologico pediatrico di una clinica universitaria, con sua madre o me sempre al suo fianco. Dopo questo trattamento ha continuato a ricevere la chemioterapia per un anno e mezzo in ambulatorio. Quando aveva otto anni subì una ricaduta e morì a casa nostra sei settimane dopo. Il personale qualificato della clinica oncologica pediatrica è rimasto a sua e nostra disposizione per tutta la durata della sua malattia.

A quel tempo, i bambini piccoli con linfoma non Hodgkin avevano una probabilità di sopravvivenza del 75%. Le probabilità di sopravvivenza di mio figlio erano minori, dato che non rispose bene all’inizio della terapia. Come Testimoni di Geova abbiamo rifiutato la trasfusione delle cosiddette “particelle ematiche di principio (componenti del sangue primari)“. Questo è il motivo per cui non ricevette il dosaggio completo di farmaci citotossici (sostanze utilizzate nella chemioterapia). Un effetto collaterale del farmaco è che i trombociti (piastrine) scendono ad un livello pericoloso per la sopravvivenza. Dal momento che rifiutammo le trasfusioni di trombociti, il dosaggio del farmaco, e la quantità di radiazioni, doveva essere diminuito.

Quando si verifica una recidiva, viene generalmente preso in considerazione un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali. Anche se i Testimoni di Geova consentono il trapianto di midollo osseo, questa procedura era fuori discussione, in quanto questa religione non consente la trasfusione di eritrociti (globuli rossi utilizzati per il trasporto di ossigeno). Dopo un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali, il corpo non riesce a produrre sangue per un certo periodo di tempo (all’epoca, circa dieci giorni). Questo è il motivo per cui diventa necessaria una trasfusione di eritrociti. Ma prendere gli eritrociti non è permesso dai Testimoni di Geova. Quindi, c’è qui una contraddizione contro ogni ragionamento logico perché il midollo osseo è praticamente “la fabbrica” ​​del sangue. Le cellule staminali prodotte nel midollo osseo sono molto più simili, come consistenza, al sangue rispetto agli eritrociti che si trovano in tutto il corpo, come, per esempio, nelle urine.

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Manuel Parczany in Ospedale

Nessuno può sapere se nostro figlio Manuel sarebbe sopravvissuto sfruttando appieno tutte le opzioni mediche. Devo ammettere che, in quanto genitori, era più importante assicurarsi che nostro figlio non ricevesse una trasfusione di particelle ematiche piuttosto che provare tutte le possibili cure mediche per una piena probabilità del 75% di vittoria sul cancro. Porto sempre questo pensiero e questa colpa nel mio cuore. Credevo che obbedire ad una legge divina interpretata dall'”organizzazione di Geova” fosse più importante del trattamento ottimale per il mio figlioletto. Ero convinto che lo avremmo riavuto nella risurrezione e che la sua morte non sarebbe stato un danno permanente. Ho amato mio figlio con tutto il cuore di padre e avrei fatto qualsiasi cosa per la sua felicità, eccetto violare questa “legge divina” interpretata dagli uomini. Mi scendono le lacrime mentre sto scrivendo questo e non riesco ad esprimere pienamente a parole quello che sento.

Presidente del “Comitato di Assistenza Sanitaria”

A causa di interpretazioni errate delle scritture bibliche, i Testimoni di Geova rifiutano la trasfusione delle seguenti particelle del sangue: eritrociti, leucociti, trombociti e plasma. Tuttavia, è permesso ricevere TUTTE le frazioni di quelle particelle del sangue, cioè emoglobina, fattori di coagulazione, albumina, ecc. Sono permesse anche le cellule staminali, il midollo osseo e il trapianto di organi. Sono anche consentiti l’uso di alcuni metodi chirurgici come i “cell saver”, che prendono il sangue e lo rinfondono, attraverso sistemi chiusi, nel corpo. Tuttavia, tutti questi numerosi dettagli e regole sono sempre soggetti a modifiche. Un trattamento medico oggi consentito veniva vietato ieri e causava la disassociazione (scomunica).

All’interno dell’Organizzazione dei Testimoni esiste un servizio di informazione ospedaliero situato nella sede centrale negli Stati Uniti e in ciascuno degli uffici delle filiali nei diversi paesi del mondo. Inoltre, ci sono comitati di collegamento ospedaliero che cercano di localizzare i medici in sintonia con i bisogni dei pazienti Testimoni di Geova e gli ospedali che sono disposti a rispettare le decisioni di questi professionisti medici a favore di questi pazienti. I membri di questi comitati di collegamento ospedalieri sono chiamati a fornire consulenze, raccomandazioni e informazioni. Sono anche chiamati ad agire come intermediari tra personale medico, avvocati, giudici e singoli Testimoni di Geova.

Tuttavia, le persone continuano ad avere complicazioni di salute, o addirittura a morire, perché decidono in base alle conoscenze e le regole attualmente accettate e pubblicate da certi individui non professionisti che sono membri del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova.

Gene Smalley, un membro senior del reparto scrittori e assistente del Corpo Direttivo al quartier generale dei Testimoni di Geova, una volta mi disse: “Stiamo sottoponendo problemi e suggerimenti al Corpo Direttivo per una soluzione o un cambiamento delle regole. Finché la maggioranza finalmente non capirà, sarà d’accordo e sarà disposta a votare per un cambiamento… a volte questo può richiedere anni.“. Nel frattempo le persone soffrono e muoiono.

Epilogo

Come presidente di un comitato di assistenza sanitaria ho accumulato molta colpa nel collaborare e nel sostenere un sistema così assurdo. Con rammarico, come rappresentante di questa organizzazione religiosa, devo ammettere che ho difeso le dottrine ufficiali insieme a tutte le disposizioni farisaiche relative alle trasfusioni di sangue. Mi dispiace che ciò abbia influito sulla vita e il benessere di tante persone.

Mentre mi godevo una serata a teatro, un “anziano” della mia ex religione mi ha riconosciuto durante l’intervallo e si è avvicinato. Mi ha detto che molti sarebbero felici se tornassi all’organizzazione. Ho espresso il mio apprezzamento per le sue parole, che hanno mostrato il suo affetto per me. Ho spiegato che ritornare sarebbe un “passo indietro” nella mia vita dato che, nel frattempo, sono stato in grado di dimostrare biblicamente che “La Verità” non è vera. Mi ha risposto: “Tu puoi saperne più di me, ma io lo so per certo, sento nel mio cuore che abbiamo la verità.” Anch’io conosco questa sensazione, ma è falsa e non regge ad un attento esame. Si paga un alto prezzo nella vita per questo sentimento e io non sono più disposto a pagarlo.

Il mio benessere spirituale, emotivo e fisico è diventato la pietra di paragone per i miei pensieri e le mie azioni. Rispetto il valore di ogni essere umano, sia come individuo sia organizzato in gruppi, finché non danneggiano altri ma rispettano la vita e la dignità dei loro simili, uomini e donne. Non è mio diritto guardare con condiscendenza le persone solo perché non condividono la mia opinione o il mio punto di vista. Ogni essere umano si trova in un diverso stadio del proprio sviluppo spirituale e spesso non riconosciamo quanto noi abbiamo potuto pensare e agire in modo dannoso.

Sono grato alle persone che sono state tolleranti, clementi e pazienti con me nonostante tutti gli errori che ho fatto nel mio passato. Pur avendo avuto le migliori intenzioni, sono stato di mentalità ristretta per molti decenni e, per questo, ho danneggiato delle persone. Avendo avuto la mia vita costantemente determinata da altri, non ero in grado di vedere le cose chiaramente o da un altro punto di vista. La mia mente era chiusa alle prove e al ragionamento logico, convinta che stavo vivendo “nella verità”. La mia speranza è che la mia storia aiuti le persone che sono imprigionate dal loro modo di pensare. Auguro loro coraggio, forza e soprattutto fiducia in se stessi per liberare le loro anime e poter vivere in armonia con il loro io autentico.


Link all’articolo originale: http://ajwrb.org/former-hlc-chairmans-confession-a-victim-can-become-guilty-of-harming-others

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