Perché è sbagliato mettere al bando i Testimoni di Geova

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Si pensa che il Cremlino stia quasi per mettere al bando la religione dei Testimoni di Geova in Russia

La Russia di Putin ha dei precedenti riguardo a molestie, intimidazioni e minacce di vietare la mia ex religione: i Testimoni di Geova.

Sono molti i rapporti di letteratura confiscata, adunanze interrotte e incriminazioni da parte di personale in uniforme con lo scopo di inquadrare i Testimoni di Geova come nemici dello Stato.

L’ultima notizia è che i Testimoni di Geova in Russia stanno facendo un ultimo disperato tentativo per convincere il Cremlino a recedere da qualsiasi mossa mirata a chiudere la loro organizzazione. Vasily Kalin, descritto dalla stampa come il “leader” dei Testimoni di Geova in Russia, ha fatto appello al consiglio per i diritti umani del paese in tal senso.

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Poliziotti incappucciati escono dai furgoni ed invadono una Sala del Regno in Nezlobnaya

A questo punto forse dovrei mettere in chiaro che anche se ho grande compassione e affetto per i Testimoni di Geova come individui, non sono per nulla un fan della gerarchia religiosa che li comanda.

I lettori di questo sito avranno già molta familiarità del mio disgusto per l’atroce politica dell’ostracismo Watchtower, che serve a distruggere inutilmente le famiglie, compresa la mia. Né c’è bisogno di rinnovare il mio disprezzo per il divieto mortale delle trasfusioni di sangue né del sistematico insabbiamento di stupri di bambini.

Detto questo, voglio che i Testimoni di Geova che capitano su questo sito siano consapevoli del fatto che li sostengo con tutto il cuore nel ripudiare ogni tentativo di vietare loro attività religiose. Se dovessero organizzare una protesta contro il governo russo domani (anche se dal momento che sono apolitici, questo è improbabile) io sarei al loro fianco e servirei loro caffè caldo.

Perché? Perché anche se non credo più che un Gesù invisibile sia sceso in picchiata sulla terra e abbia scelto Joseph Rutherford e i suoi colleghi per essere la prima edizione dello “schiavo fedele e discreto” nel 1919, sono un convinto sostenitore dei diritti umani. E non ci sono dubbi: i diritti umani dei Testimoni di Geova in Russia vengono calpestati.

Secondo l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (che i Testimoni credono sia la bestia selvaggia di Rivelazione!) nel 1948, a tutti gli Homo Sapiens devono essere garantiti i seguenti diritti:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Un approccio incoerente riguardo i diritti umani

In una triste ironia, nonostante faccia più volte appello al diritto di cui sopra quando difende le proprie libertà religiose (cioè l’obiezione di coscienza e la libertà di predicare senza restrizioni), la leadership dei Testimoni di Geova è più che felice di violare palesemente questo articolo quando gli fa comodo. Ad esempio, mia moglie ed io siamo tra gli innumerevoli ex membri che subiscono una punizione perpetua mediante l’ostracismo a motivo della nostra decisione di abbandonare la nostra vecchia religione.

Giorno dopo giorno, la punizione è imposta su di noi da una religione in cui non crediamo più in quanto i nostri familiari TdG sono costretti ad evitare ogni contatto con noi per timore che anche loro siano ritenuti malfattori destinati alla distruzione con il fuoco ad Armageddon. Uno dei tanti preoccupanti effetti collaterali di questa palese negazione del nostro diritto di “cambiare religione o credo” è che nostra figlia, Jessica, deve ancora incontrare suo nonno, mio padre, che, in qualità di Anziano, sente di dover mettere la lealtà allo “schiavo fedele” prima dei suoi istinti paterni.

Nonostante l’esasperante ipocrisia dell’approccio dei Testimoni di Geova riguardo i diritti umani, mi rifiuto di essere annoverato insieme ad alcuni dei più amareggiati ex-Testimoni che credono che i TdG meritino di essere privati, allo stesso modo, dei loro diritti umani.

Non posso, in tutta coscienza, lamentarmi dei miei diritti violati da una parte, ed insistere dall’altra sul fatto che un gruppo di persone in Russia, che non ho mai incontrato personalmente e posso supporre solo che siano persone per bene e oneste, siano privati di questi stessi diritti. Comportarmi in maniera così cinica e vendicativa mi renderebbe ipocrita tanto quanto i capi religiosi contro cui protesto.

Accuse di estremismo

Questo non vuol dire che la Russia sia del tutto in errore nell’etichettare i Testimoni di Geova come “estremisti”. Quando la maggior parte della gente pensa all’estremismo religioso, pensa subito al terrorista islamico che si fa saltare in aria su un autobus affollato o il barbaro mascherato di nero che decapita giornalisti e operatori umanitari nel nome di Allah, ma non c’è bisogno di essere violenti affinchè che le vostre opinioni siano estremiste.

E’ estremista dividere una famiglia perché uno o due dei suoi membri non credono più nei vostri dogmi? Direi di sì.

E’ estremista aspettarsi che qualcuno sia disposto a morire piuttosto che accettare un trattamento medico di routine che viene considerato un abominio per motivi religiosi? La risposta è si.

E’ estremista insabbiare lo stupro di un bambino perché non ci sono abbastanza persone che possano testimoniare che sia avvenuto l’abuso? Decisamente si!

Diciamo le cose come stanno: i Testimoni di Geova sono estremisti. E’ solo che la maggior parte delle persone non sa che sono estremisti perché il numero dei morti dovuti al divieto del sangue è sconosciuto e la maggior parte delle persone non ha personalmente a che fare con la raccapricciante realtà di avere la propria famiglia inutilmente disgregata o di aver visto la molestia del proprio bambino spazzata via come polvere sotto il tappeto.

Quindi, detto questo, come dovrebbe una società democratica approcciarsi ad una religione del genere che esalta ed impone insegnamenti e politiche estremiste? Ci sono tre possibili strade da intraprendere. Permettetemi di precisarle per voi in modo da da poter decidere quale sembra la più ragionevole ..

1. Sostenere la religione estremista

In questo approccio, un governo potrebbe indirettamente promuovere e sostenere una religione estremista rendendola esonerata fiscalmente, in modo che quel movimento possa incamerare donazioni libere dai normali vincoli finanziari in base ai quali operano le imprese e le organizzazioni non religiose.

Si può mantenere la posizione delle tre scimmiette sagge (“non vedo, non sento, non parlo”), nella quale la religione estremista non ha bisogno di essere trasparente e non deve rendere conto a nessuno e i suoi leader possono tranquillamente andare avanti con le loro attività settarie senza alcun controllo o conto da saldare quando, inevitabilmente, danneggeranno la vita delle persone.

Un governo particolarmente accondiscendente potrebbe anche estendere lo status di ente di beneficenza alla religione estremista, conferendo gli stessi benefici e rispetto dati ad organizzazioni come la Croce Rossa e Medici Senza Frontiere. In questo modo, la religione estremista può estendere dolore e sofferenza sia ai membri che ai non membri, mentre beneficia della percezione pubblica di quanto il suo lavoro sia “caritatevole”. Può anche incamerare soldi extra attraverso incentivi come “Gift Aid“, con cui il governo integra le donazioni ricevute.

2. Vietare la religione estremista

Se non ti senti così generoso, potresti considerare la possibilità di vietare del tutto la religione estremista.

Sotto un bando, i membri di quella religione non potrebbero radunarsi insieme. Non potrebbero stampare la loro letteratura. Non potrebbero praticare la loro fede se questa include l’opera di predicazione o di proselitismo.

I membri della religione vietata si sentirebbero ancora più convinti che la loro è la sola e unica vera fede perché, soprattutto nel cristianesimo, la persecuzione da parte delle autorità è sempre stata considerata un po’ come un distintivo d’onore da indossare con grande orgoglio.

Oltre ad alimentare il preesistente complesso di persecuzione religiosa e il sadomasochistico piacere per l’isolazionismo, un divieto totale avrebbe l’effetto di portare il Paese ad una violazione dell’articolo 18 dei diritti umani.

Ma, beh! Se sei uno spietato dittatore chi se ne frega dei [inserire parolaccia russa] diritti umani? Giusto?

3. Chiamare la religione estremista a rendere conto

Se queste due opzioni non sono di vostro gusto, c’è una terza opzione che non comporta né sostenere la religione estremista né vietarla.

Si può semplicemente chiamarla a rendere conto.

È possibile anche giungere alla conclusione che non vi è alcuna buona ragione perchè una QUALSIASI religione sia esentasse. Alla fine sono tutte, nella loro essenza, delle imprese commerciali. I loro prodotti non sono altro che marche di fede religiosa in vertiginosa competizione che, come le sigarette, i gioielli falsi, i serpenti domestici e i nani da giardino, semplicemente non sono essenziali per l’esistenza umana.

Se hai voglia di quel determinato prodotto, allora potrai fare delle donazioni alla tua chiesa, moschea o sinagoga, alla quale deve essere consentito prosperare o fallire a seconda di quanto tu e i tuoi fratelli decidete di sostenerla. Ma le tue donazioni dovrebbero essere tassate perché, alla fine, tu puoi sentire di avere bisogno di questo prodotto nella tua vita ma molti, molti altri, non sentono il tuo stesso bisogno.

Family praying in church

La fede è un prodotto, necessaria per alcuni ma non per tutti; le chiese quindi sono imprese e dovrebbero essere tassate di conseguenza.

Il vantaggio di questo approccio “responsabile” (a parte il fatto che ha semplicemente senso!) è che nessun governo che lo adotta finirebbe inavvertitamente per essere un sostenitore di qualsiasi religione estremista. Va da sé che lo stesso sarebbe vero se i governi (come il governo del mio paese di nascita, il Regno Unito) smettessero di estendere lo status di ente di beneficenza alle religione estremiste.

Se una religione vuole istituire un ente di beneficenza che fa SOLO della carità, anche ai non soci, senza alcun vincolo e alcun tentativo di evangelizzare (o vendere) il loro prodotto ad un pubblico vulnerabile, questo potrebbe essere considerato un ente di beneficenza esente da tasse, ma solo a condizione che ci sia la massima trasparenza e tutti siano assolutamente sicuri che le donazioni fatte a scopo di carità non prendano pian pianino la strada verso il braccio religioso dell’organizzazione.

Una volta isolato il Paese da ogni coinvolgimento in qualsiasi religione, si può quindi iniziare a pensare a mettere delle regole che rendano difficile o impossibile alle religioni estremiste di causare del male. E si può fare questo senza la necessità di iniziare a sfornare bandi religiosi.

Si potrebbero, per esempio, perseguire penalmente le organizzazioni trovate a coprire gli abusi sui minori. Si potrebbe anche rendere illegale ad una religione vietare alcune procedure mediche o inviare i propri rappresentanti a circondare il letto d’ospedale di un credente con l’obiettivo di influenzarne la volontà quando la sua vita è in bilico. Si potrebbe rendere impossibile, per via legislativa, ogni tipo di scenario in cui un bambino muore per essere stato privato di alcune procedure mediche, semplicemente a causa dei deliri religiosi dei suoi genitori.

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Agli Anziani TdG dovrebbe essere impedito per legge di fare imboscate ai credenti in ospedale per assicurarsi che siano disposti a morire piuttosto che accettare una trasfusione di sangue

Per tutti gli altri detriti associati alle religioni estremiste come i Testimoni di Geova, come libri religiosi e riviste che promuovono l’ostracismo e dissuadono i giovani dal perseguire un’istruzione superiore, avremo almeno la soddisfazione di sapere che i soldi delle tasse non sovvenzionano indirettamente tale propaganda medievale.

Se si vuole essere veramente progressisti, sarebbe anche possibile intervenire per compensare in parte il danno causato dai pericolosi elementi della religione investendo risorse per sostenere gli “aspiranti apostati” (come case di accoglienza e comunità di supporto) così da rendere più facile ai membri delle sette coercitive o delle religioni estremiste abbandonarle. Un altro modo per mettere in campo azioni positive è quello di incoraggiare il pensiero critico come parte del programma educativo per tutti i bambini delle scuole in modo che possano capire come operano le religioni estremiste e come proteggersi dalle tattiche di lavaggio del cervello.

Facciamo tutto quanto sopra, impostiamo il cronometro e vedremo quanto velocemente le religioni estremiste appassiranno e moriranno. Stanno già operando in un ambiente asfittico in cui, grazie ad internet, è più difficile che mai per loro prosperare. L’ultima cosa alla quale si aggrappano disperatamente, come loro ultima stampella, è l’indebita deferenza profusa verso di loro da parte dei governi stregati da una eredità e una tradizione di venerazione religiosa. E’ questo l’ultimo pilastro che deve essere rimosso, non le religioni stesse.

Mettere al bando le religioni, anche se estremiste, non porta a nulla. Ma metterle al loro posto e ritenerle responsabili di fronte alla legge e ai valori fondamentali della democrazia e dell’umanità sarebbe un punto di svolta.


Fonte del materiale: http://jwsurvey.org/cedars-blog/wrong-ban-jehovahs-witnesses

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