Nessuno rimane indietro

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Avevo dei fratelli quando ero un Testimone di Geova.

Non eravamo parenti. Non avevamo legami di sangue. Nemmeno voglio usare il termine “fratello” nell’arbitrario senso “spirituale” generalmente inteso dai TdG, chiamando fratello qualcuno semplicemente perché condivide le mie convinzioni religiose, indipendentemente dal suo carattere o dalla qualità della sua amicizia.

No, non erano fratelli fisici, né fratelli nella fede. Eppure erano i miei fratelli nel senso veramente importante.

Sono cresciuto con loro. Dall’esplosione di scoperte, di immaginazione e di crescita che è stata l’infanzia, agli anni dell’adolescenza e intorno ai venti, con l’energia e la vita che sembrava infinita e piena di potenziale, fino alla crescente maturità e la stabilità della vita adulta, abbiamo condiviso trionfi e dolori l’uno dell’altro. Abbiamo affrontato il mondo insieme e costruito dei ricordi che conserverò dentro di me per sempre. Ci siamo sostenuti a vicenda, e ci saremmo presi un proiettile per l’altro se fosse stato necessario.

Eppure abbiamo rimandato la nostra vita.

Alcuni di noi hanno rimandato il matrimonio. Certo, c’erano un sacco di meravigliose ragazze nelle congregazioni, ma ci sarebbe stato tempo per questo più avanti. L’organizzazione aveva bisogno del nostro tempo e delle nostre energie. Così abbiamo vissuto single e soli, senza conoscere cose come la gioia unica di ritrovarsi assonnati a letto, stretto alla persona che ami, in una pigra Domenica mattina.

Abbiamo rimandato di fare quello che amavamo, rimandando di diventare quello che volevamo essere. Ho conosciuto musicisti, artisti, scienziati, avvocati, attivisti e scrittori, nessuno dei quali faceva quello che amava fare. I loro talenti non curati si dissolvevano, mentre pulivano finestre ed erano impiegati in umili lavori a basso reddito. Nel Nuovo Sistema, pensavamo, potremo essere ciò che siamo veramente. Per ora, possiamo solo mettere in attesa ciò che siamo e diventare qualcosa di diverso, qualcosa di meno. Solo per un po’ di tempo. Solo fino al Nuovo Mondo.

Abbiamo rimandato di avere figli. Non in questo sistema. Non in tutto questo caos. Dopo Armageddon, quando i bambini potranno crescere al sicuro in un mondo migliore. Un giorno saremo i genitori che così ardentemente vogliamo essere, ma non ora. Non adesso.

La pensavo così.

Poi mi sono liberato.

La libertà di sentire il ticchettio dell’orologio

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In un contesto di crescente dissonanza cognitiva e inquietudine su quello vedevo e sentivo provenire dall’organizzazione che aveva governato la mia vita, ho finalmente avuto accesso alle informazioni di cui avevo bisogno per fare una scelta informata sulla fedeltà alla religione in cui ero nato.

Queste informazioni non sono venute ne da pubblicazioni della Watchtower, né da apostati “urlanti”. Sono arrivate da JWfacts.com, JWsurvey.org, Google, Youtube, Raymond Franz. Tutte queste risorse on-line hanno fatto da contraltare alla propaganda con cui ero stato nutrito fin dalla nascita.

Per la prima volta nella mia vita, sono stato in grado di valutare i fatti e farmi domande scomode sulla mia religione. Per la prima volta nella mia vita, ho visto come tristemente la fede della Watchtower risponde a questa sfida.

E così, come tanti altri che finalmente riescono a vedere dietro la muraglia che questa religione erige per controllare i suoi fedeli, ho deciso di lasciarla.

Ho scoperto che abbandonare quelle dottrine e credenze è stato più facile per me che per molti altri. Onestamente, penso di non aver mai creduto alla maggior parte dei ridicoli insegnamenti e pratiche dannose della Watchtower. L’unica eccezione a questo è stato rinunciare all’idea della vita eterna su una terra paradisiaca. Questa perdita è stata amaramente dolorosa, ma la risultante energia che questa perdita ha provocato nella mia vita è stata spettacolare.

Ora che so che la mia vita è limitata, ho finalmente cominciato a vivere con un’energia ed un entusiasmo che il mio IO made in JW.ORG non avrebbe mai potuto concepire. Il tempo scorre inesorabilmente e so che la vita offre più di quanto io possa mai arrivare a fare.

Non importa quanto mi sforzi, ora so che morirò con molte “cose da fare” rimaste in sospeso nella mia lista.

Questa consapevolezza non mi ha paralizzato: mi ha reso invece libero di concentrarmi solo su ciò che mi soddisfa veramente. Mi ha dato il potere di mettere da parte gli sprechi di tempo in cui indulgevo quando pensavo che la mia vita fosse infinita. Le cose che avevo messo in attesa sono ora il nucleo della mia vita e ho vissuto più da quando ho lasciato la setta di quanto abbia mai fatto durante la mia prigionia.

Eppure ho lasciato i miei fratelli indietro.

Fratelli in catene

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Conosco il potenziale che viene incatenato e soppresso nei fratelli che mi sono lasciato dietro.

Alcuni di loro sono musicisti e artisti così di talento e pieni di potenzialità che viene da piangere. Sono scienziati e filosofi che potrebbero contribuire notevolmente alla condizione umana, salvare vite umane e menti, invece di pulire finestre perché sono in attesa di un paradiso che non arriverà mai. Sono genitori meravigliosi che non avranno mai figli perché stanno usando il loro tempo al servizio di una menzogna e una ricompensa fantasma.

Sanguinano tempo e nemmeno lo sanno. Ogni anno che passa è un altro anno di occasioni sprecate, in cui le scelte si restringono e le opzioni si riducono. Non riesco a sopportare il pensiero che i fratelli che amo un giorno si guarderanno indietro, con la dissolvenza negli occhi e lottando per respirare, e penseranno ad una vita di potenziale sprecato e delusioni, desiderando essere usciti da quella setta mentre c’era ancora tempo per vivere.

Desidero ardentemente dare loro le stesse possibilità che ho avuto io: ottenere tutte le informazioni che gli sono state negate per poter fare una scelta informata.

Eppure, questo è un obiettivo difficile da conseguire.

Se tentassi di discutere di questo direttamente con loro, so che semplicemente si rifiuterebbero di farlo e che gli eventuali residui legami di amicizia ancora esistenti tra noi sarebbero interrotti. Il culto che li imprigiona ha ancorato i suoi ganci in profondità ed ogni tentativo di discutere su questo argomento sarebbe troncato sul nascere.

Eppure mi ricordo il mio percorso. Ero sempre più disturbato dagli insegnamenti della Watchtower, sempre più estremi e illogici. Andavo a cercare in segreto attivisti online. JWfacts.com, JWsurvey.org, Google, Youtube, Raymond Franz. Soppesavo i fatti contro le pretese di verità della Watchtower.

E finalmente mi sono liberato.

Questo è un percorso che pure i miei fratelli possono percorrere. Si tratta di un percorso che sono sempre più sicuro che molti di loro faranno. L’unica domanda è: lo faranno mentre hanno ancora tempo per vivere?

Quindi, questo è il motivo per cui faccio quello che faccio.

Per aiutare la crescente pressione legale e dei media sulla Watchtower, costringendola a commettere errori sempre più estremi e dannosi in pubblico, errori che rivelino la sua vera natura ingannevole e dannosa.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi errori, per renderli così ingiustificabili e di pubblico dominio che i miei fratelli non possano fare a meno di esserne consapevoli, indebolendo le loro catene e strattonando il guinzaglio che questo culto ha messo alle loro menti.

Per aiutare a far crescere le risorse online a disposizione dei miei fratelli in modo che, quando sceglieranno di conoscere i fatti, in segreto e tremando dalla paura, avranno ogni opportunità di liberarsi dalle loro catene al più presto possibile e trascorrere il tempo che gli è rimasto da vivere veramente, invece di sentirsi dire come vivere.

Non cerco di trascinare via i miei fratelli dalla loro fede contro la loro volontà. Se scelgono di rimanere, così sia, ma che sia una scelta informata.

Non cerco seguaci. Non seguite nessun uomo. Mettete in discussione tutto, quindi seguite solo la vostra coscienza e le conclusioni che potete trarre con il potere della ragione e del pensiero critico. Tenete sempre a mente che la Verità non teme lo scrutinio, ma che la Menzogna è terrorizzata se messa in discussione.

Sceglietevi la vostra vita. Non permettete a nessun altro di scegliere per voi. Ritagliatevi il proprio destino dal tempo che avete con le vostre stesse mani. I miei fratelli meritano questa opportunità così come l’ho avuta io.

Nessuno rimane indietro

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C’è un momento nel film di guerra Black Hawk Down che cattura con semplice eleganza perché mi sento in dovere di fare quello che faccio nel tentativo di chiedere conto alla Watchtower.

Nella scena a cui mi riferisco ad un soldato (interpretato da Eric Bana) viene data l’opportunità di allontanarsi dalla straziante battaglia e ritirarsi nella sicurezza della sua base operativa. Si rifiuta e, invece, torna nel pericolo della zona di guerra per cercare di salvare i suoi compagni intrappolati. Quando gli viene chiesto conto sull’apparente follia di questo atto, risponde:

Quando torno a casa, e gli amici mi chiedono: “Ehi Hoot, ma chi te lo fa fare? Perché? Non è che per te, la guerra è una droga?”. Io non rispondo mai una parola, c****. Perché? Tanto non capirebbero. Non lo capiscono perché lo facciamo.

Non possono capire che si tratta dei compagni…. è tutto qui.

E’ tutto quanto qui.

Nessuno rimane indietro


Link all’articolo originale: http://jwsurvey.org/life-stories/the-friday-column-leave-no-man-behind